4 dicembre 2020
Aggiornato 09:00
Gli altri italiani nella gara del Mugello

Danilo Petrucci frega il podio a Valentino Rossi e scherza: «Tifosi, non uccidetemi!»

L'ultimo gradino del podio del Gran Premio d'Italia è stato deciso da uno scontro diretto tra connazionali e amici. E, complici i problemi fisici, il Dottore ha dovuto cedere a Petrux. Che ha completato una giornata perfetta per i nostri colori, vincenti in tutte e tre le classi del Motomondiale

Danilo Petrucci in azione durante il Gran Premio d'Italia
Danilo Petrucci in azione durante il Gran Premio d'Italia

SCARPERIA – È davvero il giorno degli italiani, oggi al Mugello. Non c'è solo la vittoria di Andrea Dovizioso, per giunta in sella a una moto nostrana, la Ducati. Anche Danilo Petrucci, che di Desmosedici ne guida una satellite, quella dipinta con i colori del team Pramac, completa la festa tricolore, artigliando un inaspettato terzo posto: «È stato fantastico: se giovedì mi avessero chiesto cosa fossi disposto a dare in cambio di un podio, avrei venduto volentieri la mia casa...». Per fermarlo, non è bastato nemmeno cancellargli ieri il tempo che gli sarebbe valso la seconda casella in griglia (per un'interpretazione fin troppo fiscale del regolamento), costringendolo a partire nono: «Sapevo che la chiave era la partenza – racconta il pilota di Terni – Nelle altre gare ero scattato male, ma stavolta dovevo restare con gli altri per poter fare un buon risultato. Ho spinto veramente tanto e in un paio di giri mi sono ritrovato quarto. A quel punto pensavo di dovermi calmare e aspettare il finale. Poi mi sono reso conto che questo era il mio GP di casa e ci ho provato». Così Petrux ha rotto gli indugi e ha scavalcato in rapida successione Valentino Rossi e Maverick Vinales: «A quel punto me ne mancava solo uno, ma contro Dovi non era facile. Per stargli dietro ho finito la gomma posteriore, il fiato e la testa. Ho pensato solo a stare in piedi e Vinales mi ha passato. È dal 2015, il suo primo anno con la Suzuki e il mio primo con una vera MotoGP, che mi supera sempre negli ultimi giri...». Ma il podio è arrivato lo stesso, e questo vale molto di più del primo che portò a casa due anni fa sotto la pioggia di Silverstone: «Ogni volta in cui il cielo buttava giù una goccia, tutti dicevano sempre: 'Oggi Petrucci va forte'. Adesso magari cominceranno a dirlo anche quando c'è il sole. Mi sono liberato di un peso: ho dimostrato che con una buona moto posso stare lì davanti. Mi veniva da piangere, ma mi sono detto di resistere, perché ormai sono grande. Ho fatto una gara stupenda, un regalo al mio team, alla Ducati e ai miei amici, che sono venuti a vedermi da Terni, dormendo tutta la notte sul prato, come delle bestie».

Confronto amichevole
Il loro sostegno, i tifosi di Danilo lo hanno fatto sentire rumorosamente, cantando «Sul podio del Mugello c'è Petrucci» al rientro nel paddock del loro beniamino. Molti altri degli oltre 98 mila spettatori che assiepavano le colline intorno alla pista toscana, però, saranno rimasti delusi che per ottenere questa grande soddisfazione sia stato contemporaneamente costretto a negarla a Valentino Rossi: «Negli ultimi giri resistergli è stata dura, perché lui dà sempre qualcosa in più – riconosce il portacolori della Pramac – Ma ho dato tutto e gli sono arrivato davanti. Ora temo che qualche suo tifoso mi uccida, spero che mi protegga la polizia!». Battuta ancor più riuscita se si pensa che proprio Petrucci corre sotto le insegne delle Fiamme oro. Ma in realtà il Dottore non prova risentimento: «Mi è dispiaciuto moltissimo che qualcuno mi abbia fregato il podio – ammette il fenomeno di Tavullia – Ma che l'abbia fatto Danilo mi dispiace un pelino meno. Mi sta simpatico, è mio amico e ha fatto una gara della madonna. Se l'è meritato, è stato bravo. Avrei preferito che avesse fregato qualcun altro al posto mio, ma è andata così...». E a mancargli, per conquistare un posto tra i primi tre, è stata soprattutto la tenuta fisica, ancora condizionata dall'infortunio della settimana scorsa: «Ci credevo, perché nelle prove ero abbastanza veloce. Ma dentro di me sapevo che un conto è fare cinque giri, un altro sono ventitré di fila. Ho spinto al massimo, ma ero in difficoltà, facevo più fatica del solito. A otto giri dalla fine ero già cotto: ho cercato di non arrendermi e di restare dietro a Petrux ma non ero abbastanza forte per attaccare. Naturalmente ho pensato anche alla caduta di Le Mans, volevo arrivare al traguardo. E se penso che fino a martedì rischiavo di non correre, alla fine è stata una buona gara». I tanti appassionati italiani, comunque, hanno avuto ugualmente motivo per festeggiare: tra Moto3, Moto2 e MotoGP è arrivata una tripletta che mancava dal 2008, proprio l'anno dell'ultimo trionfo casalingo di Vale: «La festa sarebbe stata completa se anche io fossi salito sul podio. Mi dispiace per me, ma per l'Italia oggi è stato un grande giorno. Hanno vinto tre italiani, ognuno con la sua storia. Migno è considerato un po' meno talentuoso, ma la dedizione e la serietà che ci mette tutti i giorni ad allenarsi è commovente, e a vederlo vincere mi sono emozionato. Pasini ancora di più: dopo i suoi problemi fisici al braccio tutti lo davano per finito, invece dopo tanto tempo ha rivinto. E in che modo: più di così non si può!»