13 giugno 2024
Aggiornato 06:00
La casa di Borgo Panigale esalta i suoi tifosi

Al Mugello è tutta un'altra Ducati. E Jorge Lorenzo si sbilancia: «Possiamo vincere»

Andrea Dovizioso, che oggi è stato il più veloce della pattuglia rossa, rimane realistico: «L'obiettivo resta il podio». Ma Por Fuera (undicesimo) e il collaudatore Michele Pirro (nono) osano sognare. L'aria di casa e il rettilineo dove si può scaricare tutta la potenza della Desmosedici fanno il resto

Andrea Dovizioso in azione nelle prove libere al Mugello
Andrea Dovizioso in azione nelle prove libere al Mugello Foto: Agenzia Bonora/Diario Motori

SCARPERIA – Ai più romantici piacerà credere che sia stato tutto merito dell'aria di casa. E della spinta palpabile della marea rossa di tifosi, un entusiasmo così forte da contagiare perfino un cuore solitamente algido come quello di Jorge Lorenzo: «Sono troppo concentrato per ascoltare le loro esultanze, ma so che a seguirci ci sono tanti ducatisti e che questo è un GP importante per noi – è il massimo che si concede Por Fuera – Vogliamo fare un buon risultato». E se fino a ieri questo buon risultato era poco più di un sogno, dopo le prove libere di oggi ha assunto una consistenza ben più concreta: «Sul dritto andiamo più forte degli altri – ribadisce il campione maiorchino – In frenata e in ingresso di curva siamo più stabili, anche se io in quella fase non mi trovo ancora così a mio agio da poter spingere. Facciamo ancora fatica a girare a centro curva, ma il potenziale della moto c'è. Abbiamo dimostrato di poter lottare per la vittoria».

Dovizioso veloce ma cauto
E dire che Lorenzo, nella pattuglia di Borgo Panigale, è comunque il più indietro di tutti, undicesimo: «Devo ancora trovare un assetto che vada bene per me, spero di averne il tempo negli ultimi due turni di libere di domani». Il suo compagno di squadra Andrea Dovizioso, al contrario, è stato un fulmine, primo al mattino e secondo al pomeriggio: «Potevo fare di nuovo il miglior tempo – spiega Desmodovi – ma ci ho messo un po' di più del previsto a completare il programma previsto e quindi non ho montato la gomma morbida alla fine. Quindi il giro migliore l'ho fatto con gli pneumatici da gara, ma non ho dato la vita, perché oggi il cronometro non conta. Quello che fa la differenza, semmai, è aver cominciato il weekend già con questa velocità». L'aria di casa, si diceva. Quella che ha spazzato via in un colpo solo tutte le scorie del weekend nero di Le Mans, e perfino i dubbi della vigilia sulla capacità di sfruttare la proverbiale potenza della Desmosedici sul dritto del Mugello nonostante la scomparsa delle alette: «Sì, ieri avevo detto così, ma non avevo sbagliato – sorride Andrea – Mi basavo sui test, dove c'era un po' più di vento e condizioni di pista peggiori. Invece ora possiamo anche battere il record di velocità». Beninteso, nemmeno dopo un venerdì così Dovizioso abbandona la sua consueta cautela: «Sicuramente sono più ottimista, è normale. Ma conosco i miei avversari e molti di loro sono vicini e costanti nel passo. Resto con i piedi per terra: l'obiettivo è il podio, ma se si potrà fare di più ci proveremo».

Pirro, altro che test
Mentre pronuncia queste parole in conferenza stampa, il collaudatore Michele Pirro lo guarda da lontano e scuote la testa: «Lui è sempre realista – ribatte – A me piace pensare positivo, visto che giochiamo in casa e che oggi abbiamo lavorato bene. Andrea è sempre davanti, e sicuramente arriverà anche Jorge, deve solo prendere più confidenza per sfruttare i punti di forza della moto. Sì, un buon risultato è possibile». Perfino per lui, che è una semplice wild card. In mattinata ha completato la doppietta dietro al suo titolare Dovi, nel pomeriggio si è concentrato sul passo gara e ha chiuso comunque nono a mezzo secondo. «Di solito nei test arrivo al mattino e la pista è desolata – scherza il 30enne di San Giovanni Rotondo – Stamattina con tutti questi camion e questi cartelloni mi sembrava un circuito diverso. Io, però, ho cercato di mantenere la stessa mentalità delle prove, quando andavo forte. Passano gli anni ma non vado più piano, anzi...». Anzi, è stato addirittura davanti a Jorge Lorenzo, di cui solitamente riveste i panni di coach: «Normalmente io sono più costante nel passo gara – mette le cose in chiaro lo spagnolo – Ma, quando è in grado di spingere, lui resta uno dei piloti più veloci. Siamo amici, è un gran bravo ragazzo, sarei contento se andasse forte. Spero solo che non mi batta...».