20 settembre 2019
Aggiornato 10:30

Quella caduta di Valentino Rossi: «Ho sbagliato io, ma Vinales mi ha fregato»

Il Dottore non cerca alibi, ma forse un motivo per quell'inspiegabile scivolata che lo ha messo fuori gioco all'ultimo giro del GP di Francia c'è: Se lui non avesse tagliato la chicane, recuperando il mio vantaggio, non avrei commesso quell'errore. Sentivo di poter vincere e ci ho provato»

LE MANS – Valentino Rossi non si nasconde, non cerca alibi: «Sì, ho sbagliato io, è stato stupido». Ma un motivo, per questo maledetto errore che lo ha messo fuori gioco dal Gran Premio di Francia a poche curve dalla bandiera a scacchi, dovrà pur esserci. Dopo aver condotto la gara con una saggezza tattica letteralmente perfetta (stando tranquillo nei primi giri e poi scatenando un passo impareggiabile sul finale, fino a portarsi al comando), il Dottore abbia semplicemente perso la testa nell'ultimo passaggio. Non torna. Forse, però, a cercarlo bene un motivo logico c'è, e per capirlo bisogna tornare indietro di un'altra tornata. Due giri alla fine: Rossi aveva superato da qualche curva il leader Vinales conquistandosi un certo margine di vantaggio su di lui. Quando, alla chicane Chemin aux Bouefs, Maverick taglia la curva, e torna sull'asfalto dopo essersi avvicinato di qualche decimo al pilota che lo precede. «Non l'avevo visto, ma tagliando la pista mi ha un po' fregato», analizza a freddo il fuoriclasse di Tavullia.

Quel taglio controverso
Già, perché proprio il terreno guadagnato (scorrettamente) grazie al taglio della chicane ha permesso a Top Gun di tenere il fiato sul collo del compagno di squadra, di mettergli addosso quella pressione che, in ultima analisi, lo ha indotto a sbagliare. «Avevo percorso un giro molto veloce, penso un 1:32.3 – spiega il nove volte iridato – Ma lui ha tagliato la pista nel terzo settore e mi ha recuperato quel piccolo vantaggio che avevo. Se avessi passato il traguardo con quattro decimi di margine, forse non avrei commesso quell'errore. Ma le regole sono quelle». Eppure quelle stesse regole lo avevano penalizzato, ad Austin, di mezzo secondo per un analogo taglio di pista, per giunta quella volta forzato da una sportellata di Johann Zarco. Perché, invece, questa volta i commissari non sono intervenuti, hanno fatto finta di niente? Vinales, dal canto suo, si difende così: «In realtà ho perso molto tempo, perché prima ero nei tubi di scarico di Valentino, e dopo mi sono ritrovato mezzo secondo dietro – sostiene ai microfoni della tv inglese Bt Sport – Non è cambiato niente, perché alla fine ho iniziato l'ultimo giro più indietro di quanto non fossi prima».

Tutto per tutto
Versioni contrastanti, ipotesi, se e ma. Di concreto, in realtà, resta solo l'inesausta grinta e fame di vittoria del numero 46. Uno che, pur di inseguire il trionfo, è disposto anche a giocarsi tutto: «Ci sono giorni in cui senti di potercela fare e devi provarci, altrimenti non sei in pace con te stesso – rivela ancora Vale – Oggi l'ho sentito e ci ho provato. Ho commesso un errore stupido, ma è stato comunque un buon weekend, perché non sono mai stato così forte su questa moto». Peccato che quell'errore gli sia costato il primato nel Mondiale, e forse anche quello psicologico all'interno della Yamaha.