17 agosto 2019
Aggiornato 22:30

L'anti Vinales si chiama Marc Marquez: «Un passo e lo raggiungo»

Oggi il cambio delle condizioni della pista e una scelta sbagliata di assetto lo hanno fatto scivolare al settimo posto. Ma il campione del mondo in carica resta, secondo molti, l'avversario numero uno di Maverick. Suo rivale fin da quando erano giovani

Marc Marquez in azione sulla sua Honda nelle prove libere di Losail
Marc Marquez in azione sulla sua Honda nelle prove libere di Losail Michelin

DOHA – Oggi è sembrato fare un piccolo passo indietro, Marc Marquez. Solo settimo al termine della seconda giornata di prove libere in Qatar, staccato di quasi mezzo secondo dalla vetta e alle spalle anche delle altre due Honda: quella del suo compagno di squadra Dani Pedrosa e perfino quella satellite di Cal Crutchlow. «Sono cambiate le condizioni della pista – spiega Magic Marc – e facevo più fatica a fare il tempo. Ieri mi ero trovato molto bene, oggi invece abbiamo cambiato troppo l'assetto, cercando più aderenza in uscita di curva, che è il nostro principale punto debole, e invece abbiamo sbagliato un po' strada. In compenso ho ritrovato confidenza con l'anteriore e domani spero di migliorare la messa a punto».

Top Gun nel mirino
Nonostante tutto, comunque, in molti ritengono che sia ancora lui, il campione del mondo in carica, il primo degli avversari di questo Maverick Vinales intenzionato a passare come un rullo compressore sopra a tutta la concorrenza. «Per la pole vedo messo meglio lui di me – riconosce lo spagnolo – Sul giro secco faccio più fatica e sarei già contento della prima fila. Anche sul passo gara posso fare meglio, ma posso essere competitivo per il podio con la Ducati, che su questa pista come sappiamo va sempre fortissimo. Ci manca di fare l'ultimo passo per lottare per la vittoria, perché al momento Maverick è il più veloce e noi non riusciamo a tenere il suo ritmo di 1:55». La sfida è sempre tra di loro, i due catalani, nati a due anni e poche decine di chilometri di distanza, grandi rivali fin da quando misero per la prima volta le ruote in pista nelle categorie giovanili. E certamente un cagnaccio come Marquez non ci sta proprio a farsi fregare dall'ultimo arrivato tra i big. «Punto ad andare in fuga insieme a lui fin dall'inizio della gara, sarebbe già un ottimo risultato. E comunque alla gara mancano ancora due giorni di lavoro». Una chiave per avere la meglio sul suo avversario, forse, il numero 93 l'ha scoperta proprio oggi: forzarlo all'errore, come è capitato proprio stamattina quando Vinales è caduto nel turno pomeridiano. «Le scivolate fanno parte del nostro lavoro, è giusto cercare il limite». Ne sa qualcosa lui, che per smettere di cadere così tanto ci ha messo tanti anni di esperienza e di maturazione. Quelle che potrebbero mancare a Maverick, quando arriverà il momento della verità.