18 ottobre 2019
Aggiornato 21:00

L'ex tecnico rivela: «Quanto ha speso la Ferrari per battere la Mercedes»

Centinaia di milioni di euro spesi dalla Scuderia per dotarsi di nuovi strumenti di sviluppo all'avanguardia e colmare il suo divario dalle Frecce d'argento. Lo svela Toni Cuquerella, fino allo scorso anno ingegnere capo di Maranello

Il team principal Maurizio Arrivabene e il direttore tecnico Mattia Binotto al muretto
Il team principal Maurizio Arrivabene e il direttore tecnico Mattia Binotto al muretto Ferrari

ROMA – La Ferrari fa sul serio. Quando il presidente Sergio Marchionne dichiara la sua volontà di riportare il Mondiale di Formula 1 a Maranello, a tutti i costi, non si limita a parlare: sul piatto ha messo soldi veri, centinaia di milioni di euro a disposizione della Scuderia, per portarla a lottare ad armi pari con la Mercedes. A svelare questo retroscena rassicurante per tutti i tifosi della Rossa è stato l'ex ingegnere capo del Cavallino rampante, Toni Cuquerella, fino all'anno scorso in forze alla Rossa prima di assumere il suo nuovo ruolo di commentatore tecnico per la televisione spagnola. Manifestando la consueta prudenza che condivide con i suoi ex compagni di squadra, Cuquerella non si spinge a pronosticare una Ferrari iridata, come emergerebbe dai risultati dei test pre-campionato, sostenendo che occorre attendere il Gran Premio inaugurale di Melbourne prima di tracciare un quadro preciso dei valori in campo.

Salto in avanti
Ma che la stagione che sta per cominciare sarà più positiva della scorsa per il team italiano, questo si può già affermare: «Quello che è chiaro è che hanno fatto un significativo passo avanti in termini di qualità – ha dichiarato al quotidiano iberico El Pais – Se questo basterà per competere con la Mercedes o addirittura per batterla, non lo so ancora. Ma so che non saranno così lontani come erano l'anno passato di questi tempi». E il merito di questo miglioramento è tutto da attribuire a «un grande investimento nello sviluppo – prosegue l'ingegnere spagnolo – Stiamo parlando di un'iniezione di centinaia di milioni di euro in strumenti che permettono di collaudare la maggior parte delle componenti della vettura. La Ferrari si è resa conto che era questo il motivo del ritardo che accusavano nei confronti della Mercedes. I risultati ottenuti quest'inverno sono stati sufficientemente incoraggianti da portarmi a pensare che faranno bene, anche se non voglio spingermi a quantificare questo miglioramento. Potrebbero essere quattro decimi dietro o due decimi davanti, ma quantomeno posso dire che la Ferrari ora fa sul serio». Parola di ex.