3 marzo 2024
Aggiornato 04:00
Un campione che non smette mai di migliorarsi

L'assurdo dubbio di Valentino Rossi: «Saprò ancora come si va in moto?»

In una lunga intervista a cuore aperto con la Gazzetta dello sport, il Dottore ha confessato che «in questo momento sono sempre di più i punti di domanda, a me succede così». Ma anche di avere tanta voglia di tornare a lottare in pista

Valentino Rossi in sella alla sua nuova M1
Valentino Rossi in sella alla sua nuova M1 Foto: Yamaha

ROMA – Di stagioni nel Motomondiale ne ha già corse ventuno. Di titoli mondiali ne ha conquistati nove. Eppure, alla vigilia del via di questo ennesimo campionato della sua lunga e vincente carriera, Valentino Rossi si pone ancora il dubbio di non essere più capace a guidare. Lo ha rivelato lo stesso fenomeno di Tavullia nel corso di una lunga intervista concessa ai microfoni della Gazzetta dello sport. «Sinceramente, in questo momento sono sempre di più i punti di domanda, in tutti i piloti c’è il dubbio di non sapere più andare in moto – ha spiegato il portacolori della Yamaha – O almeno, a me succede così. Poi bisogna vedere come va la moto, quanto forte gli altri... Tanti dubbi prima dell’inizio, ma è energia positiva, serve a non rilassarsi troppo». Un'ammissione che può suonare incredibile alle orecchie dei più, ma che invece non deve stupire: è soprattutto grazie alla sua capacità di continuare a mettersi in discussione, di non sentirsi mai arrivato, di migliorarsi costantemente che il Dottore riesce, alla veneranda età di 38 anni (li compirà il prossimo 16 febbraio), a lottare ancora allo stesso livello dei suoi più giovani avversari: «Diventando più grande diventa tutto più difficile e per avere gli stessi risultati devi lottare ancora di più. Però la fatica è più quello che sta intorno, i viaggi, gli aeroporti, i fusi orari, molto anche i tifosi. Nel weekend di gara non puoi solo lavorare ma devi trovare il tempo e soprattutto le energie per fare le foto, gli autografi, anche nei momenti di fretta in cui dovresti fare altro. Quindi, la fatica è forse più quello».

Un problema di nome Maverick Vinales
Quest'anno, però, un rivale ben più giovane (di anni ne ha appena compiuti 22) e maledettamente veloce se lo trova in squadra: il suo nuovo compagno Maverick Vinales. «Una bella bega – lo definisce – Speravo che fosse un po’ peggio di Lorenzo, invece è andato subito fortissimo e ora spero non sia meglio. Vinales è più giovane, una generazione anche dopo Lorenzo. Grandissimo pilota Jorge, spero Maverick non sia ancora più forte». Lo sarà abbastanza da accompagnarlo verso il ritiro? «Ho avuto avversari fortissimi in carriera e non mi ha mai fatto smettere nessuno, quindi... penso che non succederà ora. O almeno lo spero. Dipenderà dai risultati». Insomma, alla vigilia del via della sua ventiduesima stagione nel Motomondiale, alla caccia del suo decimo titolo mondiale, Valentino Rossi ad appendere il casco al chiodo ancora non ci pensa proprio. Anzi, lo vede come uno scenario ancora distante: «Allora: quando accadrà spero di non cadere in depressione, fortunatamente sono abbastanza lontano dall’essere depresso come carattere. Quando smetterò, mi mancherà una cosa molto importante e spero di reagire bene. Sicuramente non sarà rimpiazzabile, dovrò cercare cose diverse». Per quello, però, c'è ancora molto tempo.