6 giugno 2020
Aggiornato 17:30
L'infinita carriera del campione di Tavullia

«Valentino Rossi si ritira tra due anni? Per me no». Parola di Galbusera

Il capotecnico del Dottore sgancia la bomba: potrebbe continuare a correre anche oltre l'attuale contratto, rinnovato fino al 2018. «Impossibile smettere quando va ancora così forte, sarebbe un peccato per tutti»

Valentino Rossi con il suo capotecnico Silvano Galbusera
Valentino Rossi con il suo capotecnico Silvano Galbusera Michelin

ALCAÑIZ – Quando Valentino Rossi, all'inizio di questa stagione, prendendo ancora una volta alla sprovvista i suoi avversari, ha annunciato per primo il rinnovo del suo matrimonio con la Yamaha fino al 2018, tutti, ma proprio tutti, avevano dato per scontato che questo sarebbe stato l'ultimo contratto della sua carriera da pilota di MotoGP. E invece no: «Nei prossimi due anni, secondo me, continueremo ad essere allo stesso livello. E poi vedremo se smetterà, o meno. Secondo me non è così certo». E se a dirlo è l'ingegnere che lavora a più stretto contatto con il Dottore, Silvano Galbusera, c'è da credergli.

Smettere sarebbe un peccato
Che Galbusera, entrato a far parte della famiglia sportiva di Vale solo da due anni, quando Rossi lo pescò dalla Superbike per sostituire il suo storico capotecnico Jeremy Burgess, ma nel frattempo integratosi perfettamente anche con gli uomini di più lungo corso, abbia tanta voglia di proseguire il suo rapporto con il campione di Tavullia non è una sorpresa. Ma che il nove volte iridato stia seriamente considerando di restare in attività nel mondo delle corse anche dopo la fatidica età di 39 anni, era considerato fisicamente quasi impossibile. Eppure, non è forse proprio lui l'uomo che ha dimostrato che la parola «impossibile» non esiste? «Dalla mia esperienza, pensavo che un pilota a una certa età incominciasse ad avere un calo, Valentino è l’eccezione – prosegue Galbusera nell'intervista concessa a GP One – Abbiamo fatto un bel primo anno insieme, nel secondo abbiamo lottato per il Mondiale e il terzo sta andando bene. Mi sarebbe dispiaciuto dire basta con un Valentino in questo stato di forma, sarebbe stato un peccato per tutti. Sono sicuro che, se ha deciso così, è perché è convinto di potere rimanere allo stesso livello di prestazioni. È impossibile smettere adesso».

Più forte di prima
Del resto, nella storia della classe 250 c'è stato chi, come Hermann Paul Müller, si prese il lusso di vincere un Mondiale alla veneranda età di 45 anni e 331 giorni, e chi addirittura, come Arthur Wheeler, si aggiudicò un Gran Premio a 46 anni e 70 giorni. Erano altri tempi, certo, gli anni '50-'60, ma al loro confronto anche tra due stagioni e con alle spalle già ben ventidue annate nel Motomondiale, Valentino Rossi sembrerà un ragazzino. Se ci mettete poi che in questo 2016, a dispetto degli errori e delle cadute che gli hanno fatto accumulare gli attuali 43 punti di svantaggio da Marc Marquez, il numero 46 è stato costantemente nelle prime posizioni... «Non è una sensazione ma è una constatazione: è più veloce – conclude Galbusera – Siamo riusciti a sfruttare meglio le Michelin rispetto ad altri e abbiamo trovato un migliore setup di base, grazie anche all’esperienza dell’anno scorso. Sia da parte sua che da parte nostra ci siamo avvicinati alla massima prestazione e nei weekend di gara partiamo da un assetto più vicino a quello finale. I dati dell’anno scorso non sono così distanti rispetto a quelli di questa stagione».

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