27 settembre 2020
Aggiornato 13:00
Il ricordo di don Sergio Mantovani

25 anni fa Michael Schumacher esordiva in F1: «È ancora un eroe»

Il 25 agosto 1991 Schumi faceva il suo debutto nella massima Formula, proprio in quel Gran Premio del Belgio che avrebbe vinto per ben sei volte. «Oggi continua a lottare come faceva in pista», racconta il parroco della Ferrari

ROMA – Dal nutrito libro dei ricordi dello storico Gran Premio del Belgio, dove questo weekend la Formula 1 ritorna in pista dalle sue ferie estive, stavolta esce il numero 25. Venticinque sono gli anni trascorsi da quel 25 agosto 1991, quando nel paddock della Formula 1 faceva la sua prima apparizione un giovane pilota, appena 22enne, che fino a quel momento si era fatto notare solo nel Mondiale prototipi con il team ufficiale Mercedes: Michael Schumacher. Eddie Jordan, patron dell'omonima scuderia, lo aveva chiamato in extremis a sostituire il titolare Bertrand Gachot, incarcerato in Inghilterra per una scazzottata con un tassista. Non se ne sarebbe pentito: salito per la prima volta su una monoposto della massima Formula, il tedesco si qualificò addirittura al settimo posto. Anche se la sua gara durò appena poche centinaia di metri, per un guasto alla frizione, quella prestazione sorprendente al debutto sul difficile circuito belga bastò ad attirare l'attenzione di Flavio Briatore, che lo volle subito al volante della Benetton. Il resto è storia: due titoli mondiali con scuderia veneta e altri cinque alla Ferrari. E a Spa-Francorchamps, circuito non distante dalla sua città natale di Kerpen, Schumi ha conquistato la sua prima vittoria, un anno dopo l'esordio, seguita da altre cinque: l'ultima, nel 2004, gli valse con ben sei gare di anticipo la sua settima e ultima iride.

Le preghiere dei tifosi
Imprese che hanno scritto la leggenda della Formula 1 e che sono impresse indelebilmente nel cuore degli appassionati: «Michael è ancora un eroe qui a Maranello, amava la Ferrari e noi italiani lo amiamo». Parola di don Sergio Mantovani, per anni parroco della Rossa di Maranello, un uomo molto conosciuto nel paddock e legato personalmente al mitico ex ferrarista. Che, a 47 anni, è oggi costretto nella sua casa-clinica di Gland, in Svizzera, in condizioni fisiche e mentali pressoché sconosciute, a causa della ben nota caduta dagli sci del dicembre 2013 che gli ha provocato gravi danni al cervello: «Quello che abbiamo visto da lui come pilota è certamente vero anche oggi: Michael è un lottatore – ha raccontato il prete modenese al giornale tedesco Bild am Sonntag – So che crede in Dio, anche se non va in chiesa. Le sue attuali condizioni? Le conosco meglio di quanto voglia rivelare, ma recentemente non ho avuto contatti. Continuo a pregare per lui. Perché questo stia accadendo proprio a lui e come andrà a finire: solo Dio conosce la risposta». A tenere alto il nome della famiglia Schumacher nelle corse c'è oggi però il figlio Mick: «Ho seguito le sue corse – conclude don Mantovani – e so che sta andando bene in Formula 4. Ovviamente, suo papà gli manca molto, in pista e nella vita, ma è Dio che lo sta mettendo alla prova. Sono sicuro che si farà strada».