20 luglio 2019
Aggiornato 15:00

Nieto: «Lo Sky Vr46 non si arrende mai. Come Valentino Rossi»

Il team manager della squadra di Moto3 del Dottore a tutto campo: dalla rottura con Romano Fenati al suo sostituto Lorenzo Dalla Porta, dagli attuali piloti Bulega e Migno fino al prossimo salto in Moto2 con Bagnaia

Pablo Nieto al box Sky Vr46
Pablo Nieto al box Sky Vr46

Pablo, sgombriamo subito il campo dai dubbi sul caso Fenati. Abbiamo letto tante ricostruzioni contrastanti della vicenda che vi ha portati al divorzio: dove sta la verità?
La verità è quella che abbiamo scritto nel comunicato della squadra: ci sono stati dei comportamenti non professionali da parte di Romano che non consentivano più di proseguire il nostro rapporto di collaborazione. Tutto il resto, compreso ciò che abbiamo letto sui giornali spagnoli che hanno scritto di presunte liti con i meccanici, è assolutamente falso. Vogliamo ancora bene a Romano e siamo certi che riuscirà a tornare a correre molto presto, perché ha un grande talento.

Intanto a Silverstone esordirà il suo sostituto, Lorenzo Dalla Porta. A Brno lo avete invitato nel box, che impressione ti ha fatto?
Lo conosco ancora poco, ma è un giovane italiano che è in testa al campionato spagnolo Cev e lì ha dimostrato tutto il suo valore. E il compito della nostra squadra è proprio quello di aiutare i giovani italiani talentuosi. A Brno, dove è venuto a farci visita nel box, mi ha colpito perché mi ha dimostrato di avere molta fame agonistica. L'anno scorso aveva debuttato nel Mondiale con il team Laglisse, che nel 2016 ha smesso di correre, dunque oggi ha una gran voglia di riprendersi quella chance che ha perso.

Nieto con i suoi piloti
Nieto con i suoi piloti (VR46)

E i suoi due compagni di squadra, Niccolò Bulega e Andrea Migno? Come valuti la loro stagione finora?
Bulega, in pochi Gran Premi, si è già affermato come una delle certezze della Moto3: è sesto in campionato, ma a soli cinque punti dal terzo. La sua caratteristica più impressionante è quanto sia calmo e tranquillo durante il weekend di gara. L'anno prossimo, conoscendo già tutte le piste, sono sicuro che farà un altro salto di qualità. Sul Mondiale non mi sbilancio, ma di sicuro siamo ormai diventati una delle principali squadre della categoria. Migno, invece, ha come suo punto di forza il lavoro: rompe le scatole ai tecnici finché non ha studiato ogni minimo particolare. E questo gli ha consentito di migliorare via via i suoi risultati nel corso della stagione.

L'anno prossimo farete anche il salto in Moto2, con Pecco Bagnaia. Vi sentite pronti a questa nuova sfida?
Intanto ci tengo a sottolineare che non abbiamo scelto Pecco al posto di Fenati, ma che fin dall'inizio il piano era quello di schierare due moto e lui era uno dei due piloti. Quest'anno si sta mettendo in luce alla grande con una moto meno competitiva e con un team, quello di Aspar, che ha grande esperienza nel far crescere i giovani. Siamo felici di riaverlo in squadra. Certo, sarà una doppia sfida quella di portarlo all'esordio in una classe in cui anche noi non abbiamo ancora corso. Ma lui in Moto3 era ormai troppo corpulento e di sicuro la Moto2 gli si adatterà meglio fisicamente. E noi abbiamo dalla nostra dei tecnici e dei meccanici che in quella categoria hanno già lavorato, dunque non partiamo proprio da zero.

Bulega e Migno con il team manager
Bulega e Migno con il team manager (VR46)

Come secondo pilota si è parlato di Davide Giugliano, dalla Superbike.
Stiamo parlando con cinque o sei piloti e non abbiamo fretta di prendere la decisione, mancano ancora molte gare alla fine del Mondiale. Giugliano è uno tra questi: del resto siamo attenti a tutti i giovani italiani presenti sul mercato.

Anche Valentino Rossi ha messo bocca sulle scelte dei piloti?
Ovviamente. Lui è sempre il capo della squadra, che porta il suo nome, anche se cerchiamo di non distrarlo troppo dalla sua sfida personale in MotoGP.

Dimmi la verità: pensi davvero che possa ancora vincere il Mondiale?
Perché no? L'anno scorso, in Moto3, a metà stagione sembrava che Danny Kent avrebbe vinto a mani basse il titolo, invece Oliveira è arrivato a un passo dallo strapparglielo all'ultima gara. Bisogna adottare la mentalità di Valentino, quella di giocarsela fino alla fine, senza mai arrendersi. Che è la stessa cosa che cerchiamo di fare noi dello Sky Racing Team Vr46.