25 aprile 2019
Aggiornato 06:30
Romano rientra con il piede giusto in Moto3

Fenati vola, poi riparla del divorzio da Valentino Rossi: «Davo fastidio»

Tornato in pista dopo la lunga assenza dovuta alla separazione dal team Sky Vr46, il 20enne ascolano stacca subito il miglior tempo. Ma si toglie anche la soddisfazione di dare la sua versione sul comportamento della sua ex squadra

ROMA – Non vedeva proprio l'ora di tornare in moto, Romano Fenati. Costretto a guardare alla televisione, dal suo divano, tutta la seconda metà della stagione 2016 di Moto3, dopo la brusca rottura con il team Sky Vr46, ha dovuto attendere pazientemente la fine dell'anno per accasarsi in un'altra squadra, la Ongetta. Nuovo team e nuova marca, la Honda: a chiunque sarebbe servito un congruo periodo di adattamento. Ma non a lui. Tanto forti erano dentro di lui la rabbia per il prolungato appiedamento e la fame di rivincita, che il giovane pilota ascolano ha saputo distillarle in velocità pura. E a staccare fin dal primo giorno di prove invernali a Jerez il miglior tempo della categoria. «Sono soddisfatto, avevo voglia di risalire in moto – ha commentato alla Gazzetta dello Sport – Penso che ci siano le condizioni per fare un bel 2017. Ma c'è da lavorare».

La versione di Romano
Il primo sassolino dalla scarpa, Fenati se lo è dunque tolto in pista. Il secondo davanti ai microfoni dei giornalisti, cogliendo l'occasione per ribadire la sua versione del litigio con i vertici del team di Valentino Rossi: «Sono arrivato decimo nel Mondiale con metà delle gare – racconta – Penso che il team non abbia fatto una bella mossa. La possibilità di vincere c'era, è andata così. Ma a Zeltweg non è successo quel che è stato detto. Non è vero che ho tirato un pass in faccia a Uccio, io non ero in quell'ufficio. C'era mia madre e sono stati loro ad alzare i toni. Era andata a chiarirsi riguardo ad una loro mancanza e l'hanno offesa. Se ripenso a tutti e tre gli anni, ho sbagliato anch'io. Però il contratto l'ho sempre rispettato. Per me è tutto o bianco o nero, il grigio non esiste. Ma in questo mondo bisogna essere un po' diversi. Per me una stretta di mano non si discute. Andavo forte e a qualcuno la cosa dava fastidio». E dire che per restare in casa Sky Vr46, Romano aveva dovuto rinunciare anche ad altre ghiotte opportunità: «Avrei dovuto essere in Moto2 già nel 2015, ma mi hanno trattenuto. E nel 2014 sarei dovuto andare nel team Ajo, ma non ho avuto scelta. È stato come in un film in cui un ragazzino gioca a basket, gli si presenta Michael Jordan e gli dice: 'O con me o contro di me'».

I ragazzi di Rossi
Dalla prossima stagione, dunque, Fenati e la squadra del Dottore si ritroveranno a correre da avversari. Mentre il 20enne cercherà il suo personale riscatto, infatti, Vale andrà avanti per la sua strada continuando ad occuparsi dei suoi pupilli: «Come è giusto che sia Valentino è sempre molto impegnato, ha lottato per il campionato anche quest'anno: le energie fisiche e mentali le deve dedicare principalmente a quello – conferma il suo fratello minore, Luca Marini, a Motorsport – Però ha dato una grande mano non solo a me, ma anche a tutti gli altri ragazzi della Academy. Quando abbiamo bisogno di qualcosa andiamo da lui ed è sempre il primo a darci dei consigli per fare in modo che possiamo dare il 100%. Valentino mi ha aiutato sicuramente tanto, soprattutto quando incontravo le piste nuove, raccontandomi qualche segreto: dalle buche, alla pendenze delle curve o ai punti in cui è meglio passare. Sono sicuro però che mi aiuterà molto anche l'anno prossimo, perché il processo di crescita non finisce mai».