24 luglio 2019
Aggiornato 00:30

Milan, burattino con tanti fili

Le vicende legate ad Higuain, Bacca e Icardi relegano i rossoneri in ultima fila, per un calciomercato sempre più al ribasso

MILANO - In natura c’è chi azzanna prede polpose, chi si getta sulle carcasse e chi becca qualche briciola lasciata da altri. Nel calcio italiano la parte del predatore la fa egregiamente la Juventus che, nonostante l’organico più forte della serie A, ha strappato Gonzalo Higuain ad un Napoli che, impotente di fronte ad una rivale imprendibile, si accontenta di ripiegare su Mauro Icardi o, se a De Laurentiis andasse male, su Carlos Bacca, centravanti che di stare al Milan non ne può già più (come dargli torto, del resto?) e che i rossoneri venderebbero di corsa per raggranellare qualche spicciolo utile per una comunque modesta campagna acquisti.

Da dominatore a schiavo

Nelle cinquanta sfumature di rossonero, l’ex club più titolato al mondo è ormai relegato al ruolo di sottomesso, peraltro neanche così ambito. Ai tifosi rossoneri questo calciomercato sta facendo venire il voltastomaco: la Juventus fa man bassa di tutto ciò che trova, strappa Higuain alla rivale più accreditata per il titolo, strappa Pjanic a quella subito dietro, ramazza qua e là un Pjaca, un Benatia e un Dani Alves; Napoli, Roma ed Inter provano ad accontentarsi di quanto passa il convento, mentre il Milan è in balia delle onde, totalmente inerme e assoggettato al potere economico degli avversari, una marionetta che attende il burattinaio di turno che le dia vita. Vendere Bacca per fare mercato: sembra di riascoltare il compianto presidente Luzzara che ricostruiva la sua Cremonese col ricavato delle cessioni di Vialli, Lombardo e del trio Bonomi, Favalli e Marcolin. Cinesi o non cinesi, il Milan è ormai tecnicamente scomparso; i più arguti ci erano arrivati nel luglio del 2012, gli altri lo hanno capito col passare del tempo.