25 marzo 2019
Aggiornato 01:00
Arriva la proibizione

La Federazione taglia le ali alla Ducati

La decisione è arrivata ieri sera dopo l'ultima riunione della Grand Prix commission: dal 2017 le appendici aerodinamiche sulle moto saranno proibite. Con buona pace della Rossa, che era all'avanguardia in questa ricerca

Le alette sulla Ducati di Andrea Dovizioso
Le alette sulla Ducati di Andrea Dovizioso Ducati

ASSEN – Nel weekend in cui la Ducati torna in pole position arriva una bruta notizia per la Rossa in chiave 2017: la Grand Prix commission, riunitasi proprio ieri ad Assen, infatti, ha proibito l'utilizzo delle alette sulle moto a partire dalla prossima stagione. «La commissione (formata da Dorna, Federazione motociclistica internazionale e dai rappresentanti dei team, ndr) ha deciso all'unanimità che, a partire dal 2017, l'uso delle ali aerodinamiche nella classe MotoGP sarà proibito – si legge nel comunicato stampa diramato al termine del meeting – La regola replicherà quella delle classi Moto3 e Moto2 dove l'uso delle ali è già proibito. Le ali che rispettano l'attuale regolamento tecnico potranno continuare ad essere usate per il resto della stagione 2016».

La Ducati non ci sta
Tra la fine della scorsa stagione e il Gran Premio di Jerez di aprile, tutte le altre case hanno introdotto diverse varianti delle ali sulle proprie moto. Ma era stata proprio la Ducati, a inizio 2015, a portare al debutto quest'ultima generazione di appendici aerodinamiche e, da allora, a mantenere il vantaggio in termini tecnologici. Ma erano state molte anche le voci critiche sollevate a proposito di questa novità: alcune per motivi puramente estetici, altre per il rischio di un'esplosione dei costi della ricerca in galleria del vento, altre ancora per le turbolenze che le ali creano per i piloti che si trovano in scia. Ma le più preoccupanti erano sicuramente quelle sulla sicurezza: cosa sarebbe successo, infatti, in caso di caduta se il profilo acuminato di un'aletta avesse tagliato la tuta di un pilota? «Macché pericolose – aveva recentemente risposto Andrea Iannone al sito specializzato Motorsport – Parlano così perché ci abbiamo lavorato meglio degli altri e vogliono togliercele». Lo stesso parere che aveva espresso anche il direttore generale Gigi Dall'Igna: «Hanno parlato di quello che è accaduto in Argentina alla prima staccata tra Iannone e Marquez, ma lì le ali si sono rotte. Il concetto di pericolo è molto ambiguo: per me, quando la ruota anteriore impenna è più pericoloso».

Decisione definitiva
Evidentemente, però, le giustificazioni di casa Ducati non sembrano avere tacitato i dubbi della Federazione, che non è riuscita a trovare un accordo soddisfacente con i costruttori. Dunque, dal 2017 si torna nuovamente all'antico, proibendo quelle alette che aiutavano ad evitare il pattinamento delle ruote in accelerazione, generando carico aerodinamico all'anteriore senza dover tagliare l'erogazione di potenza del motore. E la Desmosedici perderà uno dei suoi principali punti di forza.