27 settembre 2021
Aggiornato 09:00
Andrea a cuore aperto

Dovizioso non ci sta: «Non sarò il vice-Lorenzo»

Desmodovi guarda al futuro della Ducati con realismo ma anche con ottimismo: «Quest'anno non siamo forti come i nostri rivali, ma nel 2017 potremo essere competitivi. E non temo Jorge come compagno di squadra»

Andrea Dovizioso
Andrea Dovizioso Ducati

BOLOGNA – Guarda al futuro, Andrea Dovizioso. Non a caso la Ducati ha scelto lui come uomo immagine della World Ducati Week 2016 (in programma dal 1° al 3 luglio all'autodromo di Misano), quella del novantesimo anniversario della casa. Desmodovi è l'uomo della continuità: in rosso da quattro anni e almeno anche per i prossimi due. Dunque, non può che essere lui il miglior giudice dello stato di forma della Desmosedici GP: cresciuta esponenzialmente rispetto alle moto delle scorse stagioni, certo, ma ancora con un gran margine di miglioramento. «A stagione in corso non fai evoluzioni grandi con cui puoi ribaltare la situazione, quindi sognare troppo è stupido – riconosce onestamente il pilota di Forlì a margine della conferenza stampa di presentazione dell'evento – Siamo consapevoli dei limiti che abbiamo e dobbiamo lavorare sugli aspetti su cui ancora non siamo forti come gli avversari. Purtroppo ci sono stati alti e bassi, ci sta e ci può stare, perché ancora siamo in recupero e dobbiamo migliorare certi aspetti della moto, e quest'anno con il regolamento nuovo e le gomme che sono cambiate abbiamo avuto qualche problema. Ma non cerchiamo scuse, sappiamo su cosa dobbiamo lavorare e non è facile ottenerlo, però il tempo lo abbiamo».

Lo spettro di Por Fuera
Lo ha certamente lui, che ha recentemente incassato il rinnovo a dispetto del suo più giovane compagno di squadra Andrea Iannone: «Sono contento di rimanere con Ducati i prossimi due anni e abbiamo davanti più di metà stagione quest'anno per lavorare sui nostri limiti, per essere davvero competitivi il prossimo anno». Suona la carica, Andrea Dovizioso. Convinto di poter dire la sua nel 2017, con una Ducati finalmente in grado di lottare con le grandi. Ma anche con un compagno di squadra scomodo e ingombrante come Jorge Lorenzo, e dunque con il forte rischio di essere relegato al ruolo di numero due: «Lorenzo conterà molto, nei nostri prossimi due anni – ammette ai microfoni del sito GP One – Sarà, la sua, una presenza importante, non solo in pista ma anche per quanto riguarda la gestione. Ci sta; però, non essendo io una prima donna, non è un elemento che mi dia fastidio. Non è che se non mi si dice ad ogni piè sospinto che sono bello e veloce, io vivo male: in ogni caso rendo sempre al massimo delle mie possibilità e capacità. Capisco che la stampa sia indotta a credere che quello possa essere l'orizzonte 2017, ma io non lo vivo così: non è un ingombro. Semmai uno stimolo: se si vuole puntare a risultati importanti in MotoGP, e se si hanno carte da giocare, queste sono cose che devono contare poco. Non sono preoccupato, non sono impaurito. Anche perché, considerando che tutti si aspettano molto, da Lorenzo, forse io addirittura vivrò con una pressione minore addosso. Ho analizzato bene le prospettive, prima di decidere di rimanere in Ducati: sono sereno».