31 ottobre 2020
Aggiornato 11:00
Dispetto in casa del Dottore

È doppietta spagnola: «Alla faccia dei tifosi italiani»

Jorge Lorenzo e Marc Marquez approfittano della sfortuna di Rossi, e mettono in scena un duello spettacolare nell'ultimo giro della gara. Poi se la prendono con i fischi degli appassionati: «Hanno reagito male, ma non ci interessa»

Il podio del GP d'Italia: Lorenzo, Marquez e Iannone
Il podio del GP d'Italia: Lorenzo, Marquez e Iannone Michelin

SCARPERIA – Che oggi sia stato baciato dalla dea bendata, è lo stesso Jorge Lorenzo a riconoscerlo. «Sono stato fortunato a fare una buona partenza, a ritrovarmi in testa fin da subito e a poter imporre il mio ritmo – racconta Por Fuera – Sono stato fortunato a non cadere al penultimo giro, quando ho modificato la presa del piede sul cambio e la marcia è entrata improvvisamente, tanto che mi sono toccato con Marquez: sarebbe stato un disastro. E sono stato fortunato che il motore mi si sia rotto nel warm up: se avessi fatto un giro in meno mi sarebbe capitato in gara. Invece Rossi è stato sfortunato: Wilco (Zeelenberg, il suo coach, ndr) mi ha detto che aveva un buon passo, mi stava a ruota comodamente e poteva vincere. Invece ora è molto lontano in campionato». Impossibile non leggere nelle sue parole un fondo di soddisfazione sadica, contro il suo acerrimo rivale umiliato in casa (proprio come era accaduto, a parti invertite, a Jerez) e contro i 101 mila tifosi valentiniani che lo hanno fischiato quando è salito sul podio: «La reazione della gente non mi interessa – risponde – Si sono bevuti la teoria di Rossi su quello che è accaduto l'anno scorso e ora mi vedono come un nemico. Succede la stessa cosa tutti gli anni quando arrivo qui e trovo il circuito colorato di giallo, ma io mi concentro e faccio una bella gara». Nonostante la vittoria, insomma, Jorge Lorenzo sembra avere ancora il dente avvelenato. La soddisfazione del successo pare oscurata dalla sua fame di rivalsa. «Oggi ho zittito anche quei giornalisti che sostenevano che io non sapessi vincere in battaglia – rincara la dose – Non ricordano la storia, criticano senza sapere le cose. Del resto, chi non ti ama trova qualsiasi motivo per attaccarti, ma io ho vinto molte gare partendo male, recuperando e vincendo all'ultimo giro».

Un ultimo giro da cineteca
Bisogna ammettere che, con quel duello rusticano con Marc Marquez, questa vittoria Lorenzo se l'è davvero meritata. L'ultimo giro del Gran Premio del Mugello è di quelli che resteranno nella storia: il doppio attacco e contrattacco, il pilota della Honda che esce davanti dall'ultima curva e il campione del mondo in carica che lo scavalca per appena 19 millesimi in volata: «Marc è andato più forte di quanto mi aspettassi, e ho sprecato molta energia per tenerlo dietro – ammette il maiorchino – Così all'ultimo giro ho pensato di non averne abbastanza per risuperarlo e mi ero convinto a restare alle sue spalle, accontentandomi dei punti del secondo posto. Ma quando sono arrivato all'ultima chicane mi sono ricordato del 2005, in classe 250, quando superai De Angelis proprio in quella curva. E mi è venuta la pazza idea di riprovarci. In MotoGP di solito non si riesce a passare così, ma sono fortunato che la Honda sia in difficoltà con il motore». La fortuna, ancora la fortuna. Di cui ha fatto le spese anche Marquez, appunto: «Ora capisco cosa vuol dire perdere una gara negli ultimi 50 metri – sorride il due volte iridato – Ma negli ultimi giri sono tornato il vecchio Marquez: ho dimenticato il campionato e ho pensato solo ad attaccare. So che i capi del mio team avranno scosso la testa ai box, ma fino all'ultima curva ha funzionato... Comunque, se prima della gara mi aveste detto che sarei arrivato secondo e avrei perso solo cinque punti in classifica, avrei firmato». Davanti a Rossi, oltretutto: «Alla fine ho approfittato della sfortuna di Vale – confessa – Non so cosa accadrà in futuro, se rimonterà in campionato o meno. Certo che i tifosi non hanno avuto la reazione ideale, per questo non ho festeggiato molto sul podio, perché non mi è piaciuta quella situazione. È vero che il circuito oggi era tutto giallo, ma penso che ogni appassionato si sia goduto quell'ultimo giro».