16 luglio 2020
Aggiornato 02:30
La polemica dei rivali

I due spagnoli: «Stavolta il biscotto l'ha fatto Rossi»

Accusati del complotto anti-Valentino nel finale dello scorso Mondiale, oggi Jorge Lorenzo e Marc Marquez contrattaccano. Sostenendo che il Dottore si sia messo d'accordo con il suo futuro compagno Vinales in qualifica

Jorge Lorenzo in azione al Mugello
Jorge Lorenzo in azione al Mugello Michelin

SCARPERIA – Chi la fa l'aspetti, verrebbe da dire. E fa un certo effetto, sei mesi dopo il chiacchieratissimo epilogo iridato di Valencia 2015, sentire i due congiurati spagnoli Jorge Lorenzo e Marc Marquez riparlare di biscotto. Ma tant'è: rimediata la batosta in qualifica dal padrone di casa Valentino Rossi, gli iberici non hanno trovato di meglio che accusarlo per essersi fatto tirare la scia nel giro buono dal suo futuro compagno di squadra Maverick Vinales (salvo poi ricambiare il favore nella tornata successiva). Il pilota della Honda non vuole esagerare con le polemiche: «A me è parso che fosse tutto organizzato. Ma alla fine ciascuno fa la propria strategia. E devo ammettere che loro due avevano un buon ritmo anche da soli. Potevo essere in prima fila, ma alla fine quel che conta è la gara di domani». Por Fuera, invece, è un fiume in piena: «Se è stata una coincidenza – sorride sarcastico – l'hanno ripetuta quattro o cinque volte. È difficile, ma potrebbe essere... Io penso che fosse una loro precisa strategia, che avessero programmato già da prima delle prove di favorirsi per fare i migliori giri. E, da parte sua, è stata anche un'ottima strategia: fino all'ultimo giro non è mai stato così veloce, poi si è messo dietro a Vinales e ha guadagnato un secondo».

Come a scuola
Il pilota maiorchino, insomma, non ci sta. Più ancora della quinta piazzola in griglia di partenza («Ho fatto un buon giro, ma non quanto i primi quattro», ammette), quel che più gli brucia è vedersi battuto dal suo compagno-rivale e da colui che prenderà il suo posto in Yamaha tra dodici mesi. «È un comportamento antisportivo, una mentalità inelegante, come quella di chi copia tra i banchi di scuola – tuona – Non si è mai visto un pilota che lavora per un'altra squadra. Ma Maverick ha sempre ammirato molto Rossi... Comunque è legittimo, sono liberi di farlo, nessun regolamento lo vieta. Per quanto mi riguarda, penso sia chiaro che corro per me stesso: la mia strategia è cercare di girare da solo ed essere più veloce possibile. Altri piloti, invece, a forza di fare pratica, sono diventati specialisti ad aspettare, prendere la scia e migliorare il loro tempo».

Marc Marquez in pista in qualifica
Marc Marquez in pista in qualifica (Honda)

Nessun complotto
I due diretti interessati, dal canto loro, hanno respinto le accuse ai mittenti. «Normalmente mi preparo sempre a girare da solo in pista – spiega il portacolori della Suzuki – Ma, come a Valentino, anche a me piace uscire tardi dai box, per evitare il traffico. Così ci siamo ritrovati insieme». «Ho copiato? Vorrà dire che mi daranno una nota – risponde al sarcasmo col sarcasmo Valentino Rossi – Sono preoccupatissimo». Così ai due spagnoli non resta che studiare la loro rivincita domani in gara: «Sarà vitale fare una buona partenza e poi non lasciar scappare nessuno», taglia corto Marquez. «Il podio sarebbe un buon risultato, ma il mio obiettivo è vincere», rilancia Lorenzo. Rossi (e Vinales) permettendo.