27 settembre 2020
Aggiornato 22:00
Calcio - Serie A

Berlusconi: «No a Conte e Di Francesco per il futuro del Milan»

Importanti rivelazioni del presidente rossonero sul futuro del club di via Aldo Rossi. Dal punto di vista societario si attende l’ingresso di un gruppo in grado di portare capitali freschi; per quanto riguarda la guida tecnica, no a Conte e Di Francesco, ni a Mihajlovic.

MILANO - «Donnarumma non si vende. Sarà il portiere del Milan per i prossimi 15 anni». Intervenuto ai microfoni di Radio Radio, all’interno della trasmissione «Un Giorno Speciale», il presidente del Milan Silvio Berlusconi si è intrattenuto - inevitabilmente - a parlare con il consueto trasporto della sua creatura. Con una situazione a dir poco nebulosa sia dal punto di vista tecnico che societario, la domanda da un milione di dollari posta al numero uno rossonero è semplice: come si fa a garantire un futuro di successi al Milan?

«Sogno una squadra tutta italiana»

«Ci sto lavorando con molta passione - le parole di Berlusconi a Radio Radio - e abbiamo due soluzioni davanti: o l’ingresso di un nuovo gruppo che possa portare capitali freschi e consentirci di competere con tutti i grandi club europei che al momento sono inarrivabili; oppure trovare un’altra strada, che a me piace molto, con tanti atleti provenienti dal vivaio carichi di entusiasmo e passione. Si tratterebbe di una squadra diversa dalle altre che ho ben chiara in mente».

«Nè Conte né Di Francesco»

Magari con un cambio di guida tecnica che potrebbe agevolare questo nuovo processo di crescita dei giovani rossoneri, magari Di Francesco o Conte: «No, non credo che questi due nomi siano quelli giusti per il futuro del Milan. Conte è un ottimo allenatore e ha la stima di tutti coloro che seguono il calcio, così come Di Francesco. E poi c’è ancora Mihajlovic per il quale aspettiamo di vedere come finisce la stagione prima di prendere una decisione definitiva. Ma siamo nel momento chiave di questo processo di rinnovamento, quello in cui si decideranno i destini del club. Potremmo dire che siamo nel pieno della corrente di cambiamento che ci porterà verso il bene assoluto del Milan».