28 settembre 2022
Aggiornato 17:00
Dopo il lungo silenzio

Schumacher, la famiglia si riunisce per ricordarlo

Finalmente è arrivata la tanto attesa apparizione pubblica dei familiari del campione tedesco: è accaduto a Marburg, in Germania, all'inaugurazione di una mostra che celebra la sua lunga e vincente carriera

GLAND – Da un lato c'è la famiglia di Michael Schumacher, che ha costruito un vero e proprio bunker attorno alla sua villa di Gland, sul lago di Ginevra, da cui non permette che filtri nessuna notizia: né da indiscrezioni giornalistiche né tantomeno in forma ufficiale. Dall'altro ci sono i milioni di tifosi che ancora oggi il leggendario campione di Formula 1 vanta in tutto il mondo, e che vorrebbero conoscere la verità sulle sue condizioni di salute. Compresi alcuni tra gli uomini più importanti che hanno lavorato con lui durante la sua lunga carriera. È il caso di Willi Weber, il manager che portò Schumi dai campionati minori fino al titolo mondiale, e che poco prima di Natale pubblicò su Facebook una rivelazione choc, in cui sosteneva che la moglie Corinna gli impedisse qualsiasi contatto con il suo ex pupillo. Una situazione che lo fa soffrire «come un cane», confessa oggi alla rivista di gossip Gala. «Spero solo che un giorno il mio telefono squilli, che sia Michael e che mi dica 'Willi, vieni qui perché abbiamo tante cose di cui parlare'. Proprio come succedeva prima», ha raccontato. Weber, insomma, è il primo a non essere d'accordo con questa politica di difesa morbosa della privacy dell'ex ferrarista: «Penso che i suoi tifosi sarebbero felici di ricevere un messaggio onesto sulla sua salute – ha concluso – E questo aiuterebbe anche le persone con cui Michael ha lavorato in tutti questi anni a gestire meglio la situazione».

Manca solo lui
Dalla piena trasparenza sul lungo e doloroso processo di riabilitazione del sette volte campione del mondo siamo ancora ben distanti. Forse, però, la famiglia sta iniziando ad accettare di mostrarsi un po' più spesso in pubblico. È il caso della cerimonia che si è svolta lunedì a Marburg, in Germania, per l'inaugurazione di una mostra che celebra la carriera di Schumi, allestita dal suo storico sponsor Dvag e aperta il giorno del ventesimo anniversario del suo primo test al volante di una Ferrari. Oltre a 200 spettatori, erano presenti anche la moglie di Michael, Corinna, il papà Rolf, i due figli Gina-Maria e Mick e gli amici Norbert Haug, ex boss della Mercedes, e Stefano Domenicali, già capo della Ferrari. A parlare a nome di tutti è stata la storica portavoce e manager del pilota, Sabine Kehm, che una volta tanto si è lasciata sfuggire qualche parola in più: «È il pilota più vincente della storia – ha raccontato – e a volte, in giorni come questo, è bello ricordarlo. Ovviamente, Michael non è qui e ovviamente ci manca. Sappiamo cosa è successo e non possiamo cambiarlo. Dobbiamo accettarlo e speriamo con tutte le nostre forze che con il sostegno continuo e la pazienza un giorno tornerà con noi. Le corse erano la sua vita e nessuno avrebbe voluto essere qui più di lui». Lo avrebbero voluto anche suoi tanti tifosi.