19 giugno 2021
Aggiornato 02:30
Il dilemma del Dottore

Rossi: «Come (e quando) deciderò il mio futuro»

Nell'arco dei prossimi dodici mesi, Valentino ha di fronte a sé la scelta cruciale: restare in MotoGP o ritirarsi? Intanto ha fissato le tappe: «Aspetterò le prime cinque-sei gare prima di ragionare. E poi valuterò un rinnovo biennale»

TAVULLIA – La stagione di MotoGP che sta per iniziare si prospetta decisiva per Valentino Rossi. E non solo perché gli presenterà un'altra, ghiotta occasione di poter lottare per il tanto sospirato decimo titolo mondiale. Ad un certo punto, nel corso dell'anno, infatti, il Dottore si troverà davanti l'eterno, amletico dubbio: continuare a correre o appendere il casco al chiodo? L'attuale contratto che lo lega alla Yamaha scade alla fine del 2016, esattamente come quello di tutti gli altri big del Motomondiale. E, a trentasette anni suonati (li compierà martedì prossimo), bisogna anche iniziare a fare i conti con l'anagrafe, che ormai lo battezza pilota più vecchio di tutta la griglia di partenza. Una decisione definitiva, in merito al suo futuro, il campione di Tavullia non l'ha ancora presa. Per ora si limita ad attendere, a vedere se all'inizio di questa nuova annata di Gran Premi, nonostante le rivoluzioni tecniche delle gomme Michelin e dell'elettronica unica, riuscirà ancora ad essere competitivo con i suoi più giovani rivali: «Sarà come nel 2014, quando avevo detto: 'Guardo le prime gare' – ha confessato ai microfoni di Sky Sport Italia nel corso di una lunga intervista che la rete satellitare trasmetterà integralmente il 16 febbraio per festeggiare il suo compleanno e il ventesimo anniversario dal debutto nel Motomondiale – Naturalmente un pilota vorrebbe scegliere a Valencia, con calma. Invece il mercato inizia prima, quindi bisogna guardare le prime cinque o sei gare e poi cominciare a ragionare».

Rinnovo per due anni
Una certezza, però, è già scolpita nel più profondo dell'animo di Valentino. Nessun rinnovo per un anno soltanto, nessuna decisione a metà. Se alla fine Rossi opterà per rimanere ancora in MotoGP, lo farà con piena convinzione: dunque, firmando anche lui un contratto biennale, come è ormai consuetudine per tutti i suoi più blasonati colleghi, con l'ottimismo di poter tornare a lottare per i risultati più importanti almeno per altri ventiquattro mesi. «Alla fine del 2016 scadrà il mio contratto – ribadisce – Quindi dovrò decidere se continuare altre due stagioni o meno. Se continuo, continuo per due stagioni, funziona così adesso, tutti fanno i contratti per due anni. Quindi, se la Yamaha dice che siamo d’accordo per continuare, si continua per due». Le variabili in gioco, comunque, non sono poche. Oltre all'età che avanza, alla grinta dei suoi avversari, al panorama tecnico rivoluzionato, alle incertezze sulla sua competitività, c'è anche il rapporto sempre più ingestibile con il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo. Che a sua volta ha dichiarato di voler chiudere la sua carriera in Yamaha. A lui, Valentino Rossi risponde con una delle sue consuete battute: «A chi dei due bisogna credere? Probabilmente più a me...».