18 agosto 2019
Aggiornato 00:30

Imola e il Mugello tornano in lizza per la F1

Sembrava fatta per il rinnovo di Monza nel Mondiale, invece la situazione è precipitata di nuovo, improvvisamente. E così si fanno avanti le altre due piste italiane, che sperano di ospitare il GP al posto dell'autodromo brianzolo

MONZA – Sembrava tutto fatto: convinto il governo, sbloccato l'emendamento cruciale in parlamento, trovati i 18 milioni di euro da versare a Bernie Ecclestone per garantirsi un posto nel calendario della Formula 1 a partire dal 2017. Invece la sopravvivenza del Gran Premio di Monza è improvvisamente tornata di nuovo in bilico, per l'ennesima volta. Proprio pochi giorni dopo l'incontro a Londra tra Bernie Ecclestone e i presidenti dell'Aci (quello nazionale, Angelo Sticchi Damiani, e quello milanese, Ivan Capelli), in cui questi ultimi erano ormai pronti a firmare il tanto sospirato rinnovo del contratto.

Poche garanzie
Invece, è stato proprio il patron del Mondiale a quattro ruote a tirarsi inaspettatamente di nuovo indietro. Nella ricostruzione della vicenda pubblicata dalla testata specializzata internazionale Motorsport, infatti, si ipotizza che Mr E abbia ricevuto una soffiata da una fonte italiana non meglio specificata, ma senza dubbio ben informata, che lo ha illuminato sulle potenziali difficoltà che rischia di incontrare l'autodromo brianzolo nel prossimo futuro. A preoccupare, in particolare, sono due aspetti: lo stato finanziario della Sias, l'azienda controllata dall'Automobile club di Milano che gestisce l'impianto monzese (attualmente presieduta dall'imprenditore Andrea Dell'Orto) e soprattutto la garanzia che i sette milioni di euro di investimenti pubblici promessi nell'arco dei prossimi dieci anni per rinnovare le strutture della pista saranno effettivamente onorati. Insomma, visti i bilanci non del tutto rassicuranti, Ecclestone ha il fondato timore che i lavori richiesti per aggiornare i punti più critici del tracciato non saranno effettivamente svolti.

Due circuiti alternativi
La trattativa sarebbe dunque giunta ad un punto di stallo particolarmente delicato, tanto che sempre Motorsport rivela come il numero uno della F1 abbia aggiornato la situazione ad un prossimo incontro a fine mese e lo stesso Capelli, ex pilota della Ferrari e telecronista della Rai, non ha voluto spendere ulteriori parole sull'argomento a microfoni accesi. Ma l'Automobile club d'Italia avrebbe comunque già pronto il piano B. Dopo tutto il duro lavoro di pressione politica fatto nei mesi scorsi per sbloccare i fondi dell'ente a sostegno del Gran Premio, il presidente Sticchi Damiani sarebbe infatti disposto a tutto pur di mantenere una gara nel nostro Paese. Se non a Monza, anche in un altro circuito. Ed ecco perché sono improvvisamente tornate a farsi strada le due candidature alternative alla storica pista lombarda: Imola o il Mugello. Come andrà a finire?