22 gennaio 2022
Aggiornato 07:30
La situazione rimane critica

Un passo avanti verso il salvataggio del GP di Monza

Il senato dà l'ok all'emendamento: Regione Lombardia non pagherà le tasse sui 20 milioni di investimenti nell'autodromo. Ma resta da trovare la cifra più pesante: i 60 milioni in tre anni da versare a Bernie Ecclestone

MONZA – Arriva una buona notizia dalla lunga battaglia per salvare il Gran Premio di Monza di Formula 1. Finalmente, dopo mesi di tentativi di convincere il governo, il senato ha dato il suo ok all'emendamento per defiscalizzare i fondi stanziati dalla Regione Lombardia. Venti milioni di euro che verranno spesi per ammodernare l'autodromo, ma anche il parco e la villa reale, e sui quali l'ente non dovrà dunque pagare le tasse, né essere frenato da altri impedimenti burocratici o politici. Per la Giunta guidata da Roberto Maroni, è un successo: «Accolgo con grande soddisfazione la notizia del passaggio in Senato dell’emendamento sulla neutralizzazione fiscale per il parco di Monza – ha commentato l'assessore Fabrizio Sala – In questo modo Regione Lombardia può finalmente entrare nel comparto parco-autodromo, mettendo gli annunciati 20 milioni di euro a disposizione del territorio».

Parole di soddisfazione
Anche il mondo dell'automobile accoglie con soddisfazione i frutti di un lungo lavoro: «È un segnale importante – dichiara il presidente di Ac Milano, ed ex pilota della Ferrari, Ivan Capelli – che indica la volontà del governo di garantire la continuità e la prosecuzione della storia futura del Gran Premio d’Italia». Gli fa eco il numero uno di Sias, la società che gestisce l'autodromo, Andrea Dell’Orto: «Sono molto soddisfatto. Ho perseguito attivamente la causa e sempre creduto in Regione Lombardia. Attraverso l’emendamento del senato si potrà concretamente valorizzare il rilancio dell’autodromo nazionale di Monza. Già dai prossimi giorni incontreremo i sindaci dei Comuni di Milano e  Monza per cominciare a definire i dettagli dell’ingresso di Regione Lombardia nel comparto del parco-autodromo di Monza. Un lavoro che durerà l’intero mese di agosto e consentirà all’Autodromo di meglio accogliere a settembre il Gran Premio d’Italia e continuare le trattative per il rinnovo del contratto con Bernie Ecclestone».

E i soldi per Ecclestone?
Ed eccolo, il convitato di pietra a questo tavolo di trattative: Bernie Ecclestone. Già, perché al di là dei comprensibili festeggiamenti per l'impegno preso dal governo italiano, c'è l'ostacolo numero uno che minaccia la sopravvivenza del GP, e per la soluzione del quale non è ancora stato fatto alcun passo avanti. Sono i 60 milioni di euro in tre anni richiesti dal patron della Formula 1 per garantire il posto in calendario. E che né la Regione Lombardia (che ha già fatto la sua parte per rimodernare le infrastrutture), né il governo, né l'Aci, né tantomeno alcun imprenditore privato ha preso ad oggi alcun impegno formale a reperire. Dunque, nonostante questo passo avanti, la situazione resta critica. Anche se il presidente regionale Roberto Maroni manifesta ottimismo: «Con un investimento esente da imposte possiamo chiudere la trattativa con Ecclestone entro i primi di settembre – ha commentato a margine della seduta di Consiglio regionale – Dopodomani incontrerò Andrea Dall'Orto per chiudere l'accordo con i sindaci di Milano e Monza entro fine agosto. Il GP deve rimanere a Monza, perché Monza è Monza».