4 febbraio 2023
Aggiornato 16:30
Jonathan Rea centra la terza doppietta in carriera e allunga di dieci punti

Attenta Aprilia: la Kawasaki è già in fuga nel Mondiale SBK

Due vittorie su due gare per la verde moto giapponese nel secondo Gran Premio stagionale in Thailandia. Leon Haslam è secondo in entrambe le manche, ma vede già scappar via in classifica generale il capolista nordirdlandese

BURIRAM – La Kawasaki tenta la prima fuga. Rientrata dal Gran Premio inaugurale della stagione a Phillip Island in perfetta parità con la nostra Aprilia, sul nuovo circuito thailandese di Buriram la verde moto nipponica è invece riuscita ad allungare, lasciando al palo la casa di Noale. Merito di una doppietta senza storia del suo nuovo portacolori Jonathan Rea, capace di interpretare al meglio non solo un mezzo con cui corre da soli due weekend di gara, ma anche una pista inedita per tutti i concorrenti. In questo inizio di stagione, il nordirlandese non ha sbagliato praticamente nulla: lo testimoniano i 95 punti incamerati su un massimo disponibile di 100. Dieci di vantaggio sul migliore dei piloti Aprilia, Leon Haslam.

DALLA POLE ALLA VITTORIA IN GARA-1 – Che questo Rea in stato di grazia fosse letteralmente inarrivabile, alla faccia di chi si aspettava più equilibrio grazie alla novità del tracciato orientale, lo si è capito fin dalla prima manche. Laddove in Australia era stato solo il photofinish a decidere entrambi gli ordini d'arrivo, stavolta il capoclassifica è scattato dalla pole, ha conservato la testa nella prima curva e da lì in poi ha mantenuto un passo capace di costruirgli un margine sempre più cospicuo su tutti gli avversari. Haslam, dal canto suo, ha fatto il massimo, tenendo il fiato sul collo sull'avversario nella prima metà di gara, ma poi ha preferito concentrarsi sul mantenimento di una preziosa seconda posizione. Che ha dovuto strappare con i denti all'altra Kawasaki di Tom Sykes, salito comunque sul suo primo podio stagionale grazie all'errore di Alex Lowes (Suzuki), scivolato sull'ultimo sobbalzo della pista proprio mentre era terzo. Sykes se la è dovuta quindi vedere con il deb Jordi Torres, sulla seconda Aprilia, che ha regolato solo all'ultima staccata della gara. Buoni miglioramenti per il campione del mondo in carica Sylvain Guintoli, quinto dopo un weekend di esordio su Honda da dimenticare, e per Troy Bayliss, al primo arrivo nella top ten (nono, ma penalizzato di una posizione per sorpasso sotto bandiera gialla). La leggenda australiana ha fatto meglio dell'altro ducatista Chaz Davies, undicesimo dopo essere caduto nello stesso punto di Lowes.

SENZA AVVERSARI ANCHE IN GARA-2 – Storia analoga anche nella seconda corsa, valsa a Rea la terza doppietta in carriera. Corsa perfetta, come del resto tutto il weekend del britannico, che ancora una volta ha sfruttato il suo ritmo da metronomo per incrementare a poco a poco il vantaggio fino a renderlo incolmabile. L'unico che poteva cercare di impensierirlo era il solito Leon Haslam, ma sulla sua strada ha trovato l'amico Lowes, che già al primo giro lo ha passato al tornante facendolo piombare al quarto posto. Il leader della Aprilia è riuscito a risalire al secondo ricambiando il favore a Lowes al settimo giro, ma per lui era ormai troppo tardi per andare a riprendere Rea. Lowes si è accontentato del terzo posto (che gli è valso il terzo podio in carriera), davanti alla seconda Aprilia di Jordi Torres, riuscito stavolta ad avere la meglio sull'ex iridato Tom Sykes a tre giri dalla fine. Sempre più convincente la prestazione di Guintoli, risalito da fondo griglia (non era uscito in tempo dalla pit lane per un problema alla frizione) alla sesta posizione. La migliore delle Ducati è invece quella dell'esperto italiano Matteo Baiocco, che corona con l’ottava piazza un weekend di gara molto competitivo. Ma agli avversari restano solo le briciole: il Mondiale Superbike, dopo soli due Gran Premi, sembra già colorato di verde Kawasaki.