18 agosto 2019
Aggiornato 17:00

GP Malesia, Alonso pronto a tornare in pista

Ieri l'asturiano si è allenato al simulatore della McLaren. Il via libera definitivo arriverà solo domenica dopo le ultime visite mediche federali. Ma il team è ottimista: «Non vede l'ora di correre». Nonostante i dubbi.

WOKING – L'ultima parola spetterà ai medici della Federazione, che lo sottoporranno agli esami di rito domenica. Ma, formalità a parte, tutto sembra ormai pronto per il ritorno in pista di Fernando Alonso, a quasi un mese dal suo misterioso incidente durante i test di Barcellona e dal successivo ricovero in ospedale. Prima a lasciarlo intendere è stata la sua nuova fidanzata Lara Alvarez, nota presentatrice televisiva spagnola: «Lo rivedrete in pista molto presto». Poi è stato lo stesso diretto interessato a twittare, appena concluso il Gran Premio d'Australia che ha dovuto seguire in televisione: «Ci vediamo in Malesia».

VERSO IL NULLA OSTA MEDICO – Quanto alla McLaren, aspettarsi una dichiarazione ufficiale decisiva da parte loro è impossibile, dopo la figuraccia rimediata dal fondatore Ron Dennis nella sua prima conferenza stampa dopo lo schianto, nel corso della quale offrì una ricostruzione poi smentita quasi in toto dai fatti successivamente emersi. Eppure anche dalla squadra di Woking sembra trapelare un certo ottimismo: «La decisione spetta ai medici – ha ribadito il boss Eric Boullier – Non so dove si svolgeranno gli esami, a Parigi o in Svizzera, ma saranno loro a dire se potrà partecipare alla gara o meno». Eppure, poco dopo, il francese si è lasciato scappare che il suo pilota è «in perfette condizioni» e che si aspetta «un semaforo verde».

GLI ALLENAMENTI DEL PILOTA – Dopo i frequenti contatti telefonici tra i vertici del team e il campione asturiano, che si trovava a Dubai per allenarsi, ieri è avvenuto anche il primo incontro, in occasione della sua visita in sede per lavorare al simulatore. Il programma della giornata ha riguardato la messa a punto delle procedure di qualifica e di gara: «Una grande giornata – ha raccontato Alonso sempre via Twitter – Molte riunioni e molto lavoro al simulatore». La vera notizia, però, è che il due volte iridato abbia veramente voglia di sedersi di nuovo al volante della MP4-30. Non solo perché quel brutto incidente dalle dinamiche mai chiarite (la versione ufficiosa che parla di una scossa dovuta a un cortocircuito della batteria del KERS non è mai stata confermata) potrebbe avergli lasciato qualche strascico psicologico. Ma anche perché, in sua assenza, la monoposto non è migliorata di una virgola, né sotto l'aspetto della velocità né dell'affidabilità. Nelle mani del suo sostituto Kevin Magnussen, la sua vettura si è addirittura rotta prima ancora di schierarsi in griglia di partenza. Dove sarebbe comunque partita dall'ultimo posto.

QUANDO L'AGONISMO È PIÙ FORTE DEI DUBBI – Eppure Dennis sostiene che Alonso sia «sollevato» all'idea di ritornare in gara. Gli fa eco Boullier: «Teme di impazzire se non tornerà presto. L'incidente è stato drammatico e sfortunato, ma vi assicuro che tra di noi non ci sono problemi. L'ho visitato ogni giorno in ospedale, ho parlato con i medici e sono stato completamente trasparente con il suo entourage. Ho personalmente condotto l'indagine interna a Woking e tutto si è svolto trasparentemente rispetto alla FIA. Come loro, anche noi vogliamo capire cosa sia successo». Evidentemente, un campione come lui non ce la fa proprio a rimanere per troppo tempo distante dalle gare. Anche quando le circostanze sembrano remargli contro.