13 novembre 2019
Aggiornato 18:00

Il Parma salvato, ma il Covisoc dov'era?

La società sportiva gialloblu continuerà a giocare fino alla fine del campionato. A deciderlo è stata l'Assemblea della Lega A: cinque milioni di euro tapperanno il buco e il Parma disputerà le prossime partite. Intanto contrastanti le voci a proposito dell'avvertimento da parte del Covisoc: per l'ex presidente Figc, Abete, non ci sarebbe stato alcun campanello d'allarme, il Covisoc lo contraddice

ROMA - Il Parma è salvo. L'assemblea della Lega calcio ha, infatti, dato acconsentito affinché si proceda col piano Tavecchio. Il presidente della Federazione Giuoco Calcio ha avanzato la proposta di risanare il problema finanziario della società sportiva gialloblu con cinque milioni di euro, parte dei quali arriveranno dalle multe. In questo modo il Parma porterà a termine la stagione sportiva, garantendo la regolarità di gioco alle altre venti squadre. Le altre società calcistiche hanno acconsentito perché si faccia in modo che il Parma continui a giocare fino alla fine del campionato, ma non senza aspri dibattiti. L'assemblea della Lega A ha comunque portato a casa un risultato certo: sedici società sportive si sono espresse a favore del Parma, mentre si sono astenuti Napoli, Roma e Sassuolo. Contrario il Cesena. La situazione è peggiorata nel momento in cui, sul tavolo delle trattative, è calata la proposta dei cinque milioni di euro da sborsare: Napoli e Juventus allora si aggregano al Cesena. 

TAVECCHIO A PARMA - Secondo gli accordi presi, il Parma dovrà scendere in campo e giocare contro Atalanta e Sassuolo. Il presidente della Fgci, Carlo Tavecchio, ha annunciato che andrà a Parma: «Vado a Parma a incontrare giocatori e sindaco. Ritengo che la proposta sia ragionevole». La questione diventa ancora più delicata in seguito alle pressioni provenienti da quell'apparato che ruota attorno al mondo del calcio: Sky, che detiene i diritti i diritti televisivi della Serie A insieme a Mediaset, ha alzato la voce chiedendo che la situazione venga risolta nel più breve tempo possibile, «Ci stupiamo di come la situazione possa essere arrivata sino a questo punto senza che da parte vostra vi sia stato alcun intervento per prevenirla», scrive Jacques Raynaud, vicepresidente esecutivo Sport Channels di Sky Italia. E continua, ancora, l'emittente di Murdoch: «In qualità di principale partner  del sistema calcio chiediamo di spiegare cosa si intende fare adesso per fronteggiare con efficacia la situazione e per garantire che ilcampionato veda almeno lo svolgersi di tutte le partite previste dal calendario. Confidiamo pertanto che l’ulteriore supporto economico da noi appena versato venga da voi utilizzato a tal fine. E che anche con l’apporto di governo e istituzioni si stabiliscano regole che diano maggiori garanzie per il futuro».

IL COVISOC LANCIÒ L'ALLARME? - La situazione diventa ancora più critica nel momento in cui le voci diventano contrastanti: il Covisoc afferma di aver allertato la Federcalcio e le istituzioni calcistiche tutte sulla situazione precaria del Parma, senza, però, che il campanello d'allarme venisse ascoltato. Dal canto suo, è Abete – ex presidente della Fgci – a prendere le difese di Federcalcio, sostenendo che da parte di Covisoc non c'è stato alcun timo di allarme riguardo la faccenda. Non s'è trattato di lassismo istituzionale, per l'ex di Federcalcio: «L’organo di controllo federale, in questo caso la Covisoc, si muove ai fini del parere positivo all’iscrizione ai campionati sulla base delle normative vigenti in totale autonomia, senza alcun ruolo previsto per il Consiglio federale che interviene solo in presenza di pareri negativi», spiega Abete in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. E continua, ancora, l'ex di Federcalcio: «La mancata iscrizione del Parma in Europa League è stato un campanello d'allarme - evidenzia Abete - se la Covisoc avesse scritto nella relazione che il Parma non andava iscritto, il Consiglio federale, che ha sempre rispettato il lavoro della Covisoc, ne avrebbe preso atto»

LA GUARDIA DI FINANZA TRA PARMA E ROMA - Intanto, le Fiamme Gialle a Roma hanno prelevato, presso la sede del Covisoc la documentazione relativa al caso, per cercare di andare a fondo sulla situazione. Si indaga, per il crac della società sportiva emiliana, sulle colpe dell'ex presidente del club gialloblu, Tommaso Ghirardi, e l'ex direttore generale Pietro Leonardi, dimessosi nei giorni scorsi adducendo motivazioni legate alla salute. Intanto, perquisizioni e sequestri si susseguono, negli uffici della società sportiva, come nelle sedi di Figc e Lega A. Il Parma è salvo, ma i punti interrogativi su come la vicenda abbia potuto protrarsi fino a questo punto rimangono, e pesano sul campionato come un macigno.