13 novembre 2019
Aggiornato 02:30

Capello: «Investiamo sui giovani»

Il ct russo nonostante le difficoltà nelle qualificazioni a Euro 2016: «La strada è lunga ma stiamo inserendo dei giovani in rosa e sta cominciando a funzionare, dobbiamo insistere in questa direzione». Intanto l'Ufficio del lavoro intima alla Russia di pagare gli stipendi arretrati di Capello.

MOSCA - «Voglio disputare un buon Mondiale in casa ma soprattutto, ed è la cosa più difficile, assemblare una squadra competitiva, il che significa che abbiamo bisogno di calciatori che sono capaci di fare grandi cose». Lo ha detto Fabio Capello in una intervista pubblicata sul magazine Fifa.com. Non fa parola, ovviamente, degli stipendi non pagati. Le sue difficoltà, per la rivista, sono innanzitutto la qualificazione ad Euro 2016. Dopo quattro giornate la Russia si trova a pari punti con il Montenegro, a inseguire Austria e Svezia. «Siamo in un girone molto difficile - prosegue - c'è la Svezia di Ibrahimovic, c'è l'Austria che esprime un calcio di qualità, ma anche il Montenegro può crearci dei problemi. Sono tutte squadre pericolose. La strada è lunga ma stiamo inserendo dei giovani in rosa e sta cominciando a funzionare, dobbiamo insistere in questa direzione». Capello ha inserito giovani talenti come Poloz, Cheryshev, Ozdoev e Dzyuba e l'obiettivo «è di creare un mix di talenti con giocatori più esperti».

Ufficio del lavoro intima alla Russia di pagare Capello - Pagate lo stipendio a Fabio Capello. Lo intima alla federazione calcistica l'ufficio del lavoro in Russia per il quale l'ente sportivo è in arretrato di 181,5 miliardi di rubli (circa 3,2 milioni di euro) nei confronti di alcune persone non meglio specificate. Secondo il quotidiano sportivo Sport Express si tratta dell'allenatore della nazionale, Fabio Capello, e del suo braccio destro, Oreste Cinquini. L'adempimento entro un mese pena una sospensione per 3 anni e una multa di 50 mila rubli (880 euro) a carico del presidente dell'Unione calcistica Nikolai Tolstikh. Capello percepisce circa 7 milioni di euro all'anno e nei mesi scorsi è stato messo sotto accusa dai giornali per i deludenti risultati ottenuti ai mondiali in Brasile e nelle qualificazioni europee. Il ministero dello sport ha ammesso che non ci sono i soldi per pagare il commissario tecnico.