6 aprile 2020
Aggiornato 01:00
Calcio & Sicurezza

Roma, allarme ultrà

Mentre continuano le indagini sull’omicidio di Ciro Esposito, alla vigilia della prima trasferta di campionato per la compagine giallorossa, a Empoli, crescono i timori di possibili atti di violenza sia tra toscani e romanisti, sia da parte di ultrà napoletani in cerca di vendetta. Ma è questo il calcio che vogliamo?

ROMA - In questi giorni di allerta meteo, c’è un altro allarme che preoccupa, e non poco, il mondo del calcio. Alla vigilia della seconda giornata di campionato e della prima trasferta della Roma crescono le preoccupazioni per possibili atti di violenza tra ultrà. Il timore, inutile sottolinearlo, è legato a possibili intromissioni di qualche frangia di teppisti napoletani in cerca di vendetta dopo l’omicidio di Ciro Esposito. Lo strano silenzio che ha avvolto i rapporti tra le due tifoserie nelle ultime settimane non lascia intravedere nulla di buono, anzi, appare la classica quiete prima della tempesta. D’altronde i segnali colti dai vertici ultrà partenopei non lasciano spazio alle interpretazioni: la vendetta ci sarà, nei tempi e nei modi ritenuti più opportuni.

Uno di questi modi potrebbe essere un agguato ai romanisti durante una delle loro trasferte, seguendo un copione molto simile a quello nel quale il 29enne di Scampia ha perso la vita sotto i colpi di arma da fuoco esplosi, presumibilmente, da Daniele De Santis. Per questo è scattato l’allarme ultrà a poche ore dalla prima trasferta del popolo giallorosso, che seguirà in maniera compatta (circa 3000 persone) la squadra di Garcia in questo primo appuntamento fuori casa, a Empoli.

EMPOLESE ACCOLTELLATO IN VACANZA - Come se non bastasse la tensione tra napoletani e romanisti, per mettere ancora un po’ di benzina sul fuoco di questo Empoli-Roma, è stato ritirato fuori un episodio increscioso di qualche settimana fa. Il tutto risale al 7 agosto scorso quando un gruppo di ragazzi empolesi ha incontrato a Palma di Maiorca alcuni giovani di Roma. Approccio amichevole, come è giusto che sia tra vacanzieri poco più che adolescenti. Sembra però che ad un certo punto, per motivi imprecisati, la situazione sia degenerata ed un tifoso della Roma abbia accoltellato un 19enne di Empoli, Simone Burgassi. La notizia è stata diffusa dal papà del ragazzo, sconcertato dal «suggerimento», ricevuto sia dalle autorità spagnole che da quelle italiane, di non presentare denuncia contro ignoti perché si sarebbe rivelato tutto inutile.

DE SANTIS SPARO’ PER LEGITTIMA DIFESA? - Sul fronte delle indagini sull’omicidio di Ciro Esposito, gli inquirenti della Procura della Capitale stanno provando a identificare quei tifosi del Napoli, più di 10, che avrebbero partecipato al pestaggio di Daniele De Santis, l'ex ultrà della Roma accusato di aver ucciso il supporter partenopeo Ciro Esposito. Chi indaga, in questa fase, sta cercando ulteriori riscontri alla ricostruzione del fatto. Perché se la sparatoria dovesse esser maturata nell'ambito di una rissa, secondo i difensori di De Santis, potrebbero essere tanti gli elementi a far propendere per un quadro di legittima difesa o al massimo omicidio preterintenzionale.

A piazzale Clodio questo sostanziale alleggerimento delle contestazioni non trova però conferme. Le conclusioni degli esperti del Racis, secondo cui De Santis ferito a terra, sanguinante e sopraffatto, avrebbe fatto fuoco, non combaciano con i primi risultati dell'autopsia di Ciro, secondo cui il ragazzo è stato ucciso da un soggetto che era in piedi, a poca distanza da lui.

E poi c’è la questione dei guanti appartenenti a De Santis, su cui sono state trovate tracce univoche e compatibili con la polvere da sparo, presenti anche sugli abiti dei napoletani feriti. Secondo il Racis i guanti potevano non essere indossati ma «essere comunque portati al seguito di De Santis ed essere contaminati durante gli spari». Del resto se Gastone «li avesse indossati durante l'esplosione dei colpi, sarebbe stato lecito ritrovare su di essi anche delle tracce ematiche che invece sono assenti in entrambi i guanti sia nella parte esterna che in quella interna». Tracce ematiche trovate, invece, su una mano e sulla pistola, forse finita in pozza di sangue provocata dalle gravi ferite che De Santis aveva alla gamba.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal