6 giugno 2020
Aggiornato 22:00
Brasiel 2014 | Girone F

Iran-Nigeria, che noia!

Dopo gol e spettacolo in abbondanza, Iran e Nigeria ci hanno riportato alla triste realtà. Un concentrato di insipienza tecnica, approssimazione tattica e voglia di vincere pari a zero.

CURITIBA – Forse non passerà alla storia come la partita più brutta e noiosa della storia del calcio, ma di sicuro per essere stato il primo pareggio ai Mondiali di Brasile 2014. Finisce senza reti la sfida tra Iran e Nigeria, sfida che ha chiuso la prima giornata del Girone F. All'Arena da Baixada di Coritiba sono le Super Aquile di Stephen Keshi a provare a fare la partita ma, a parte una buona occasione per Onazi nei primi minuti, i verdi non riescono quasi mai a rendersi pericolosi. I persiani di Carlos Queiroz tengono bene il campo e conquistano un punto prezioso.

IRAN PERICOLOSO - La Nigeria è la favorita della vigilia e cerca fin da subito di prendere l'iniziativa: l'undici di mister Keshi fa molto possesso palla e cerca di verticalizzare verso Emenike, ma capisce che non sarà una passeggiata quando l'Iran prende in fretta le misure. Le Super Aquile, schierate con un 4-3-3, si fanno vedere al 3' con Moses (conclusione debole), poi al 9' Emenike recupera palla a sinistra, la mette in mezzo e sugli sviluppi dell'azione Onazi calcia di poco sul fondo con il destro. Questa, incredibilmente, sarà l'unica vera palla gol dei verdi che non riusciranno più a impensierire Haghighi: negli ultimi trenta metri manca la precisione alla compagine africana e l'Iran, forte di un reparto difensivo grezzo ma efficace, si difende con ordine. Al 34' i persiani vanno a un passo dal gol: calcio d'angolo battuto da Dejagah, Ghoochannejhad colpisce di testa con i tempi giusti ma Enyeama si oppone d'istinto e salva la propria porta. La Nigeria ci prova a quel punto con le conclusioni da lontano, ma la mira di Onazi (39') e Emenike (40') è da dimenticare.

LA NIGERIA CAMBIA TUTTO - Mister Keshi cerca di far girare la partita con le sostituzioni: nella ripresa entrano Ameobi e Odemwingie, ma nessuno dei due riuscirà ad essere incisivo. Queiroz, dal canto suo, dà nuovamente fiducia all'undici iniziale, cambiando però modulo (dal 4-2-3-1 al 4-4-2): le emozioni scarseggiano, la Nigeria è troppo macchinosa per fare male agli avversari e così il quartetto difensivo iraniano fa un figurone.

FISCHI ALLA FINE DEL MATCH - Al 63' Ghoochannejhad calcia da lontanissimo senza però trovare la porta, quattro minuti dopo lo stesso Ghoochannejhad gira sopra la traversa un bel cross dalla sinistra di Hajsafi, ma lo 0-0 non si schioda. La Nigeria prova a chiudere in attacco (destro debole di Onazi, autore di una gara opaca), l'Iran replica con una sberla di Teymourian che esce alla sinistra del portiere mentre nel finale Pooladi si mette in luce con un ottimo intervento difensivo su Ameobi, che aveva cercato l'incornata vincente. Dopo due minuti di recupero l'arbitro dice che può bastare così: le due squadre escono dal campo tra i fischi, ma l'Iran può esultare per un pareggio che vale moltissimo. Male la Nigeria, che dunque rimanda ancora una volta il ritorno al successo al Mondiale (la vittoria manca da Francia '98): sabato 21 le Super Aquile se la vedranno contro la Bosnia, mentre l'Iran proverà a farsi valere nella sfida impossibile contro l'Argentina.

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