10 dicembre 2019
Aggiornato 00:30

Addio alle comproprietà. Ma la Lega Calcio frena.

Il presidente della Figc Abete è esplicito: «Abbiamo dato alle squadre un anno di tempo per mettersi in regola». Ma Beretta ci va cauto: “C'è ancora tanto da lavorare».

MILANO - Si chiude l'era delle comproprietà. Il Consiglio federale della Figc ha deciso di dare una svolta storica per il calciomercato abrogando l'istituto delle compartecipazioni, fenomeno tutto italiano che difficilmente veniva compreso nel resto d'Europa. «Resta la possibilità di rinnovare per un anno quelle ancora in essere - ha spiegato il presidente Giancarlo Abete -, ma si tratta di una norma transitoria. L'istituto viene meno fino ad esaurimento». Se ne parlava da parecchio tempo, ma ora la norma è stata ratificata: niente più 50 e 50, dunque. D'ora in poi le uniche modalità di trasferimento anche per il calcio nostrano saranno quelle dell'acquisto o vendita del cartellino e del prestito.

BERETTA: COMPROPRIETA'? BISOGNA LAVORARE ANCORA «La norma sull'abolizione delle comproprietà? C'è da lavorare più che commentare». Lo ha detto il presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta, a margine del workshop “L'integrazione: la vittoria più bella“ che si è svolto al Foro Italico di Roma. Dopo che il consiglio federale Figc ha abrogato la norma sulle compartecipazioni, il numero uno di via Rosellini ha poca voglia di parlare dell'argomento, preferendo commentare il tavolo tecnico sulle riforme che si aprirà domani e che vedrà le componenti affrontare l'altro spinoso nodo relativo alla riforma dei campionati di Serie A e B. «Ci aspettiamo - ha chiarito Beretta, assente giustificato del consiglio federale - di aprire con senso di responsabilità un cantiere di lavoro che è molto importante e che ha bisogno di posizioni prima condivise all'interno delle singole Leghe, poi di un progetto federale. Credo sia la strada giusta».