12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Campanello d'allarme

Violenze negli stadi, crescono feriti e arresti

Dopo un drastico calo durato 5 anni: -52% feriti e -55% arresti. Sempre nello stesso periodo i feriti tra le forze di polizia sono scesi del 75% (da 136 a 33), del 45% quelli tra gli steward (da 20 a 11, stagioni 2008/2009 - 2012/2013) e del 32% i feriti tra i civili (da 92 a 62)

ROMA - Fuori e dentro gli stadi italiani prosegue l'andamento positivo nelle operazioni di contrasto delle forze dell'ordine alle violenze in occasione delle partite di calcio: da cinque anni a questa parte (da quando cioè tutto cambiò dopo la morte a Catania dell'ispettore capo della polizia Filippo Raciti) le percentuali sono in netta diminuzione per feriti, arrestati e denunciati. Quest'anno però, per la prima volta, c'è un campanello d'allarme perchè la comparazione tra la prima parte delle ultime due stagioni calcistiche (2012/2013 e quella in corso) mostra un incremento anche sensibile per tutti gli indicatori.

I dati - monitorati dal Centro nazionale di informazione sulle manifestazioni sportive dell'Ufficio ordine pubblico del Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno, pubblicati sull'ultimo numero di Polizia moderna e resi noti oggi alla tavola rotonda «Gioco di squadra - Un cantiere aperto per un calcio migliore» che si è svolta a Roma alla Scuola superiore di polizia - dicono che, rispetto alla stagione di calcio 2007/2008, in quella 2012/2013 le partite (di serie A, serie B e Lega Pro) con feriti sono più che dimezzate (-52%, da 90 a 43). Sempre nello stesso periodo i feriti tra le forze di polizia sono scesi del 75% (da 136 a 33), del 45% quelli tra gli steward (da 20 a 11, stagioni 2008/2009 - 2012/2013) e del 32% i feriti tra i civili (da 92 a 62).

A fronte di un calo degli incidenti corrisponde anche una diminuzione degli episodi di illegalità contrastati con arresti e denunce: negli ultimi cinque anni gli arrestati sono passati dai 214 della stagione 2007/2008 ai 95 di quella 2012/2013 (-55%), anche se rispetto alla stagione 2011/2012 sono saliti del 26% (erano stati 75); i denunciati, invece, sono stati 829, un dato in crescita rispetto a cinque anni fa (+7%, erano stati 774), ma soprattutto sulla stagione 2011/2012 (+64%, erano stati 504), che aveva segnato il minimo storico.

SeSecondo i dati del Centro nazionale di informazione sulle manifestazioni sportive dell'Ufficio ordine pubblico del Dipartimento della Ps del Viminale, tra 2004/2005 e 2012/2013 si assiste anche a un drastico calo dell'impiego del personale delle forze di polizia: -46% per quanto riguarda il totale delle forze di polizia impiegate (da 301.957 a 162.072) e -40% per il totale dei rinforzi (da 133.497 a 79.879).

«L'analisi dei dati dimostra un trend in diminuzione, ma richiama l'attenzione delle istituzioni sportive e governative sull'esigenza di non abbassare la guardia, di mantenere alto il livello di impegno e dell'organizzazione, per evitare il rischio di un repentino ritorno ad un'emergenza superata in tanti anni di lavoro», dice Roberto Massucci, vice presidente dell'Osservatorio per le manifestazioni sportive del Viminale.

In effetti la comparazione tra la prima parte delle ultime due stagioni calcistiche (2012/2013 e 2013/2014) mostra un incremento anche sensibile per tutti gli indicatori: gli incontri con feriti aumentano del 25% (da 39 a 49), i feriti tra le forze di polizia del 48% (da 43 a 64), del 58% i feriti tra i civili e del 114% quelli tra gli steward, gli arrestati crescono dell'1% (da 83 a 84), i denunciati dell'84%.

Per il capo della polizia Alessandro Pansa, intervenuto alla tavola rotonda alla Scuola superiore di polizia, «dopo il miglioramento enorme segnato negli ultimi sette anni dalla prima metà del campionato attuale arrivano segnali negativi: il trend si è invertito e questo oltre a rappresentare un segnale d'allarme deve spingerci a tenere elevata l'attenzione sul fenomeno».