14 luglio 2024
Aggiornato 04:30
Nuova polemica sull'asse Torino-Milano

Furia Cassano su Antonio Conte

L'attaccante barese si scaglia contro il tecnico della Juventus in un'intervista rilasciata in esclusiva a Sport Mediaset. «Non mi venga a parlare di moralità, se lo fa è finito il mondo. Lui mi ha dato del 'quaquaraquà'? In realtà lo è lui che è stato squalificato per omessa denuncia». La difesa di Conte: «Non ho mai parlato di moralità»

MILANO - Furia Cassano su Antonio Conte. L'attaccante barese, arrivato in estate all'Inter, si scaglia contro il tecnico della Juventus in un'intervista rilasciata in esclusiva a Sport Mediaset. «Non mi venga a parlare di moralità, se lo fa è finito il mondo - ha sottolineato Fantantonio, che poi rincara la dose -. Lui mi ha dato del 'quaquaraquà'? In realtà lo è lui che è stato squalificato per omessa denuncia».
Cassano torna poi sulla polemica sollevata dalla definizione 'soldatini', con il quale il fantasista nerazzurro ha etichettato i giocatori della Juventus: «non volevo offendere nessuno, ma solo sottolineare la professionalità dei calciatori bianconeri - ha rettificato -. Io, invece, in carriera ho fatto tante 'cassanate' che poi ho pagato».
Infine una battuta sul calciomercato: «Balotelli all'Inter? Qui ci sono tanti giocatori forti - ha concluso Cassano -. Possiamo rimanere con questi».

CONTE: MAI PARLATO DI MORALITÀ - Riposta immediata. Antonio Conte controbatte alle accuse di Antonio Cassano e - tramite una nota apparsa sul sito ufficiale della Juventus - fa alcune precisazioni: «non ho mai proferito il termine moralità, della quale, tra l'altro, sono molto dotato - si legge nel comunicato -, nonostante la squalifica per omessa denuncia sulla quale ho già espresso le mie opinioni in passato».
Conte, definito da Fantantonio un «quaquaraquà», sposta poi il focus sulle caratteristiche dei giocatori della Juventus, etichettati come 'soldatini' dal fantasista dell'Inter. «Quando ho parlato di come seleziono i giocatori ho fatto riferimento all'uomo, inteso come interprete del ruolo di calciatore in maniera professionalmente ineccepibile. Vale a dire: l'impegno, il rispetto delle regole, il rispetto dei ruoli, l'attaccamento al bene comune della squadra. Mi sembra che il signor Cassano - aggiunge l'allenatore campione d'Italia - nella propria carriera abbia più volte dimostrato sul campo e fuori dal campo, vedi imitazioni di Capello al Real Madrid, o le corna mostrate all'arbitro Rosetti ed altri episodi, di non avere i requisisti richiesti dal sottoscritto».