14 maggio 2021
Aggiornato 03:00
Ciclismo | Doping Armstrong

Lance Armstrong «scaricato» da tutti

Dopo la Nike anche il produttore americano di biciclette Trek, uno dei maggiori al mondo, ha annunciato che mette fine alla sua partnership con Lance Armstrong, il 41enne ex ciclista texano accusato di doping dall'Usada (l'agenzia americana anti-doping)

WASHINGTON - Dopo la Nike anche il produttore americano di biciclette Trek, uno dei maggiori al mondo, ha annunciato che mette fine alla sua partnership con Lance Armstrong, il 41enne ex ciclista texano accusato di doping dall'Usada (l'agenzia americana anti-doping). Anche il colosso delle birre Anheuser-Busch ha interrotto il rapporto sponsorizzazione con Armstrong.
«Trek è delusa dalle rivelazioni del rapporto dell'Usada riguardo a Lance Armstrong. E viste le conclusioni di questo rapporto Trek mette fine alla sua collaborazione con Lance Armstrong», ha indicato l'azienda di Milwaukee, precisando, come Nike e Anheuser-Busch, che continuerà comunque a sostenere Livestrong, la fondazione di Armstrong per la lotta contro il cancro. Ieri l'ex ciclista ha lasciato la presidenza della sua fondazione.
L'Usada ha deciso di revocare ad Armstrong i sette trionfi consecutivi ottenuti al Tour de France dal 1999 al 2005, spiegando che il corridore texano aveva fatto ricorso a sostanze dopanti, utilizzando «il più sofisticato sistema per doparsi mai visto nella storia dello sport»

Armstrong lascia la Livestrong, la Nike lo molla - «Per risparmiare alla fondazione gli effetti negativi relativi alla controversia che riguarda la mia carriera ciclistica, pongo fine alle mie funzioni di presidente». Con questa motivazione Lance Armstrong ha annunciato la decisione di dimettersi dalla presidenza della Livestrong, la fondazione impegnata nella lotta contro il cancro che lui stesso aveva fondato nel 2003 dopo avere sconfitto un tumore ai testicoli.
E i guai per Armstrong non finiscono qui. La Nike, infatti, ha annunciato di avere posto fine al suo accordo di sponsorizzazione con l'ex ciclista: «Poiché le prove sul fatto che si sia dopato e ci abbia ingannato per più di dieci anni sembrano inconfutabili, è con grande tristezza che abbiamo interrotto il contratto con lui». La Nike tuttavia, ha ribadito l'intenzione di continuare a sostenere la fondazione di Armstrong.