7 dicembre 2019
Aggiornato 19:30

Federer sette volte re di Wimblendon

Lo svizzero, 31 anni tra un mese, ha batttuto ieri Andy Murray nella finale di Wimbledon col punteggio di 4-6, 7-5, 6-3, 6-4. Eguagliato il record di Sampras, ma il suo palmares ha una finale in più

LONDRA - Roger Federer entra nella leggenda del tennis. Lo svizzero, 31 anni tra un mese, ha batttuto ieri Andy Murray nella finale di Wimbledon col punteggio di 4-6, 7-5, 6-3, 6-4, vincendo per la settima volta in carriera lo Slam londinese su otto finali disputate (l'unica sconfitta nel 2008 contro Nadal). Eguagliato il record di Pete Sampras, che a differenza di Re Roger, aveva trionfato in tutte e sette le finali disputate.

NUMERO UNO AL MONDO - Da lunedì Federer, che ha conquistato il titolo numero 17 nei tornei del Grande Slam su 23 finali giocate, tornerà il numero uno al mondo strappando lo scettro a Novak Djokovic, battuto in semifinale a Londra: non occupava il primo posto del ranking Atp da due anni, ovvero da quando era stato detronizzato da Rafael Nadal il 6 giugno 2010. Federer eguaglierà così un altro primato, quello delle settimane di permanenza in vetta alla classifica Atp: finora è a quota 285, Sampras è a 286. Per Federer questo trionfo ha avuto un sapore particolare, considerato che non vinceva un torneo del Grande Slam dall'Australian Open 2010 e non si imponeva a Wimbledon dal 2009. E tra qualche settimana avrà la possibilità di arricchire ulteriormente la sua già stratosferica bacheca, sempre sull'erba londinese: confermare l'oro olimpico vinto quattro anni fa ai Giochi di Pechino.

LA PARTITA - La finale contro Murray è stata all'insegna dell'equilibrio nel primo set, giocato molto bene da Andy Murray. Perso 4-6 il set, Federer inizia a incantare il pubblico londinese con un tennis sublime e la seconda partita viene archiviata sul 7-5. All'inizio del terzo set inizia a piovere su Wimbledon e la partita viene sospesa. La pausa ha fatto bene a Federer, che è rientrato in campo e ha alzato il ritmo. Il game decisivo è stato il settimo: Murray ha salvato cinque palle break ma nulla ha potuto sulla sesta. Lo svizzero si è portato sul 4-2 e per lo scozzese è stato impossibile rientrare. Il terzo set è finito 6-3 per lo svizzero e al quarto la musica non è cambiata: Murray ha subito il break al quinto game, Federer ha tenuto il servizio successivo e si porta sul 4-2. La strada verso il trionfo era spianata: e quando un diritto di Murray è finito largo, Re Roger ha potuto sdraiarsi sull'erba e godersi il trionfo. Per lo scozzese, primo britannico a raggiungere la finale di Wimbledon dal 1938, l'amarezza è stata tanta: per lui è la quarta sconfitta in altrettante finali dello Slam. Ma contro questo Federer non c'era nulla da fare. Ha vinto il più forte, forse il più forte di sempre.