15 ottobre 2019
Aggiornato 03:00

Calcioscommesse: Carobbio, Conte sapeva

Si fa sempre più incerta la posizione di Antonio Conte nell'ambito dello scandalo del Calcio Scommesse. Ad accusare il tecnico della Juventus è uno dei suoi ex giocatori al Siena Filippo Carobbio nell'interrogatorio davanti alla Procura federale del 29 febbraio

MILANO - Si fa sempre più incerta la posizione di Antonio Conte nell'ambito dello scandalo del Calcio Scommesse. Ad accusare il tecnico della Juventus è uno dei suoi ex giocatori al Siena Filippo Carobbio, che nell'interrogatorio davanti alla Procura federale del 29 febbraio, ha parlato della combine con il Novara, match finito 2-2. Al momento solo Carobbio ha parlato contro Conte, visto che nessuno degli altri sentiti, Terzi, Ficagna e Vitiello, ha confermato. Ma Carobbio è considerato affidabile dalla Procura di Cremona. Se fosse creduto anche dai federali, Conte rischierebbe più dell'anno di squalifica per omessa denuncia: per Carobbio, non solo sapeva, ma ha anche partecipato.

Queste le parole di Carobbio sul match combinato con il Novara: «In Novara-Siena del 3/4/2011 ci fu un accordo per far finire la gara in parità, in effetti ne parlammo anche durante la riunione tecnica e quindi eravamo tutti consapevoli del risultato concordato, soprattutto al fine di comportarsi di conseguenza durante la gara; lo stesso allenatore, Antonio Conte, ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l'accordo con il Novara per il pareggio. Non sono certo di chi per primo si accordò, comunque Drascek venne nel nostro albergo in ritiro e parlò con Vitiello. Credo che quello sia stato il primo contatto, ma poi l'accordo è stato comunicato a tutti, visto che, come precisato, se ne parlò anche durante la riunione tecnica con l'allenatore».

Sul secondo match «truccato», quello tra Siena e AlbinoLeffe, sempre Carobbio ha detto: «Al termine della gara Siena-AlbinoLeffe dell'8/1/2011, l'allenatore in seconda Stellini chiese a me e Terzi di contattare qualcuno dell'AlbinoLeffe per prendere accordi sulla partita di ritorno, in modo da lasciare i punti a chi ne avesse avuto maggiormente bisogno. Ne parlai con Garlini, un senatore dell'AlbinoLeffe e Terzi ne parlò con Bombardini: entrambi mostrarono la loro disponibilità. Nel tardo pomeriggio, o in serata del giorno prima della gara del 29/5/2011 ci fu un ulteriore incontro fuori dal nostro albergo dove vennero Luigi Sala, Dario Passoni e Mirko Poloni, quest'ultimo collaboratore tecnico dell'AlbinoLeffe, che si incontrarono con me, Nando Coppola e un altro. Ci accordammo di concedere i punti all'AlbinoLeffe che ne aveva bisogno per andare matematicamente al playout, ma chiedemmo di limitare la vittoria a un solo gol di scarto (...). Preciso che in settimana si parlò molto in società tra calciatori, allenatore e società, dell'accordo raggiunto con l'AlbinoLeffe, in quanto alcuni avrebbero voluto tentare di vincere, nella speranza di arrivare primi e conseguire il premio 'primo posto' (qualora l'Atalanta non avesse vinto), poi alla fine fummo tutti d'accordo, squadra e allenatore, di lasciare il risultato all'AlbinoLeffe».