5 aprile 2020
Aggiornato 14:30
L'allenatore bianconero tranquillizza i suoi tifosi

Udinese: Guidolin, non vado da nessuna parte

Francesco Guidolin tranquillizza i tifosi. Nonostante la qualificazione ai preliminari di Champions League, il tecnico dei friulani aveva allarmato la società con dichiarazioni che lasciavano presagire un addio: «Credo di aver bisogno di una lunga sosta»

UDINE - «Udine è la mia casa, non vado da nessuna parte». Francesco Guidolin tranquillizza i tifosi dell'Udinese. Nonostante la qualificazione ai preliminari di Champions League per il secondo anno consecutivo, il tecnico dei friulani aveva allarmato la società con dichiarazioni che lasciavano presagire un addio: «Credo di aver bisogno di una lunga sosta», aveva detto subito dopo la vittoria di Catania, decisiva per la conquista del terzo posto.
E invece, nella grande festa in città, l'allenatore torna sui suoi passi: «Vado solo a casa a riposare - corregge il tiro -. I miei meriti? Credo di aver fatto soltanto il mio dovere, la società mi ha dato giocatori validi. Il merito è del loro talento e delle loro qualità. E' il momento di goderci questa annata, essere davanti a club metropolitani è qualcosa di straordinario».

Pozzo: Guidolin non lascerà l'Udinese - «Io mi dedico all'Udinese per passione, ma il riconoscimento del terzo posto va ad altri». Giampaolo Pozzo, patron dei friulani, si complimenta con squadra e allenatore per il raggiungimento della terza piazza in campionato, che migliora il quarto posto dello scorso anno e permette ai bianconeri di disputare ancora i preliminari di Champions League, per giunta avendo venduto in estate pezzi da novanta come Sanchez e Inler. «Abbiamo risorse limitate, con ricavi che sono il 15% di quelli delle grandi società - continua Pozzo a Radio Anch'io lo Sport -. Un terzo posto ci rende per questo molto orgogliosi, è tutto basato sulle capacità dei nostri uomini. Noi adesso ci andiamo a giocare i preliminari per vincere, la Champions sarebbe una vetrina straordinaria. Lo scorso anno contro l'Arsenal l'abbiamo fallita anche per sfortuna. Mercato? Puntiamo come al solito ai giovani. Non vorremmo cedere nessuno, ma quando un giocatore viene adocchiato da una grande squadra non riesci a trattenerlo per motivi economici».

Guardando al futuro restano in bilico le posizioni di Guidolin e Di Natale: «La convocazione di Antonio in Nazionale? Sono molto contento, se Prandelli lo ha chiamato vuol dire che apprezza molto il campione che è Totò - spiega Pozzo -. Lui ha un altro anno di contratto, noi vogliamo rinnovarglielo perché vogliamo che concluda qui la carriera. Le parole di Guidolin? Non credo lasci, lui vive moltissimo la partita, è un emotivo, ma non penso voglia lasciare. Certo che 50 partite sono tante, è stata una lunga stagione e quindi un momento di stanchezza ci sta. Ha un contratto fino al 2015, è un uomo saggio e non esiste che decida così di punto in bianco di non allenare più».

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