16 ottobre 2019
Aggiornato 13:30

Mutti: Masiello mi ha deluso

L'ex allenatore del Bari: Dubbi? Rivedendo certe cose onestamente sì. In situazioni del genere e con tanti interessi sarà importante mettere paletti fermi. Carella al gip: Demmo soldi ai calciatori

BARI - «Non me l'aspettavo, quando ti senti preso in giro è inutile fare retorica. E' un'amarezza che ti porti nello stomaco». Così Bortolo Mutti, ex allenatore del Bari, commenta le ammissioni di Andrea Masiello, arrestato per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse. Il difensore ha raccontato agli inquirenti di aver volontariamente causato un'autorete in Bari-Lecce 0-2 del maggio 2011. «Sembra anche una cosa difficile da fare anche considerando il Masiello che ho conosciuto in quei mesi e il modo in cui si poneva con i compagni», racconta Mutti in esclusiva a Panorama.it.

Dubbi? Rivedendo certe cose onestamente sì - Il nome dell'attuale tecnico del Palermo compare nell'ordinanza del Tribunale di Bari in merito ad un colloquio con il portiere Jean-Francois Gillet: «Mi parlò delle pressioni degli ultras per perdere la gara di Cesena? Non ricordo - prosegue Mutti -. Si parlava del momento di sofferenza per la situazione di classifica e di non scendere a nessun compromesso. Io ho sempre detto 'Ragazzi, usciamo a testa alta, non mollate mai niente'».
A quasi un anno di distanza da quegli episodi, Mutti apre gli occhi: «Dubbi? Rivedendo certe cose onestamente sì - afferma il 57enne bergamasco -. Si tratta di ragazzi che avevano già guadagnato bene e non penso che la mancanza nel pagamento di uno stipendio potesse compromettere la loro vita privata o mettere in difficoltà le loro famiglie. In situazioni del genere e con tanti interessi sarà importante mettere paletti fermi».

Carella al gip: Demmo soldi ai calciatori - Si sono conclusi poco fa gli interrogatori di Gianni Carella e Fabio Giacobbe, i due scommettitori pugliesi arrestati ieri dai carabinieri assieme al giocatore Andrea Masiello, nell'ambito dell'inchiesta della Procura barese sul calcio scommesse. I due si sono difesi dichiarandosi estranei alla vicenda, ma nell'interrogatorio hanno fornito altri dettagli su incontri e partite. E' il caso di Carella, che racconta per esempio del derby di Puglia venduto, secondo i pm, ai leccesi per 300mila euro. «Andrea Masiello mi chiese di proporre ad alcuni calciatori biancorossi di perdere il derby Bari-Lecce, e di dire loro che le due società si stavano mettendo d'accordo».
Questo accadde nel ritiro pre-partita all'Una Regina Hotel di Noicattaro alla periferia di Bari dove la squadra si preparava al derby con i salentini. Carella racconta di aver incontrato i calciatori Parisi, Bentivoglio e Rossi, insieme allo stesso Masiello, dicendo loro che le due società si stavano accordando sul risultato della partita e mostrando una mazzetta di soldi (700-800 euro), che sfilò dalla tasca dei pantaloni. «Se perderete - avrebbe detto Carella ai giocatori su suggerimento di Masiello - ce ne saranno altri». Solo Parisi disse no, gli altri due rimasero in silenzio. Contattati la sera prima della partita dall'ex difensore del Bari Carella e Giacobbe avrebbero accompagnato Masiello a Lecce dove avrebbe dovuto incontrare uno sponsor. Qui però il calciatore lasciò i due e tornò dopo un'ora senza raccontare nulla. Secondo Carella, quel giorno ci fu un accordo tra i calciatori delle due squadre. Riferendosi al presunto assegno da 300mila euro, Carella ha detto al gip di non aver mai fatto vedere l'assegno a Masiello, anche perchè non è mai esistito.