10 luglio 2020
Aggiornato 20:00
Discorso al Parlamento europeo

Roma 2020, Monti: Scelta difficile, ma noi siamo responsabili

Il Premier a Strasburgo: «La disciplina di bilancio è nuovo modo di vivere la vita civile». Il leader dell'API Rutelli, ex sindaco della Capitale: «Dispiace ma i conti non convincono il Governo»

ROMA - Il no alle Olimpiadi è stato «difficile», ma l'Italia ha assunto una responsabilità con la comunità internazionale e anche questi gesti dimostrano che «la disciplina di bilancio è un nuovo modo di vivere la vita civile». Il presidente del Consiglio Mario Monti si è guadagnato così uno degli applausi ricevuti durante il discorso al Parlamento europeo di Strasburgo: «Ieri nel Consiglio dei ministri a Roma ho dovuto prendere una decisione difficile, non popolare, quella di non dare la garanzia finanziaria dello stato italiano a un magnifico progetto per portare a Roma le olimpiadi del 2020».
Monti ha aggiunto: «C'è stata molta delusione in Italia, a Roma, ma abbiamo argomentato che in questo momento ogni gesto di rinvio al futuro di possibili oneri di quantificazione incerta non mi sembra in linea con la responsabilità che noi governanti dobbiamo avere - troppo spesso elusa in passato dai governanti di tutti i paesi - di non scaricare oneri sul futuro». Argomenti che, ha sottolineato, «credo siano stati capiti. Anche queste piccole testimonianze che dobbiamo offrire per dimostrare che disciplina di bilancio è nuovo modo di vivere la vita civile».

Rutelli: Dispiace ma i conti non convincono il Governo - Spiace che il Governo abbia deciso di non sostenere la candidatura dell'Italia per le Olimpiadi 2020, ma si è trattato di un problema di «conti». Lo ha detto Francesco Rutelli a SkyTg24. «Il premier Monti ha guardato nei conti del dossier della candidatura olimpica di Roma e non ne è stato convinto. Lo dico con rammarico anche perché sono stato il primo firmatario della mozione a sostegno della candidatura di Roma2020 presentata al Comune di Roma. In quella occasione s'era raggiunta una convergenza pluripartisan».
«Per esperienza diretta, - ha aggiunto - posso dire che nel 1997 Atene vinse in finale su Roma, per appena 7 voti, la candidatura per il Giochi del 2004, ma i conti presentati dai greci erano truccati. Proprio da lì, poi, iniziò quella slavina di disavanzi pubblici e investimenti insostenibili le cui conseguenze economiche drammatiche per la Grecia che sono sotto gli occhi di tutti».