11 luglio 2020
Aggiornato 22:00
No del Governo alla candidatura di Roma

Monti «boccia» Roma 2020: Impegno troppo gravoso

Il Premier: Irresponsabile mettere dubbi ai mercati sul rigore. E' veramente un progetto che da ogni punto di vista merita elogi ma non potevamo permetterci garanzia in bianco. Napolitano comprende il Governo e sente Alemanno

ROMA - Il no del Governo in Consiglio dei Ministri all'appoggio alla candidatura di Roma per le Olimpiadi di Roma 2020 è stato «unanime» nella convinzione che l'impegno finanziario della garanzia statale in questo momento potrebbe essere vissuto dai mercati come «prematura rilassatezza» nei bilanci, a fronte del risanamento e delle politiche di austero rigore portate avanti dallo stesso Governo. Lo ha messo nero su bianco il comunicato finale sulla riunione del Consiglio dei Ministri.
«Il Consiglio dei Ministri - è scritto nel documento finale della riunione del Governo - ha esaminato con attenzione il progetto di candidatura di Roma per i Giochi Olimpici del 2020». E «il Governo valuta molto positivamente l'iniziativa, sotto il profilo della visione complessiva e della qualità del progetto, degno di affermarsi nella competizione con le altre candidature».
Ma «alla luce della difficile situazione economico-finanziaria che il Paese sta attraversando, il Consiglio dei Ministri ha peraltro ritenuto all'unanimità, con rammarico, che non sarebbe un atto responsabile da parte del Governo sottoscrivere la garanzia finanziaria richiesta dal Comitato Olimpico Internazionale per coprire eventuali fabbisogni che potrebbero verificarsi in futuro».

Non potevamo permetterci garanzia in bianco - Il governo italiano non poteva permettersi di dare una «garanzia in bianco», come sarebbe stata quella sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, su un importo potenzialmente «illimitato». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, a Sky Tg24.
Il premier ci ha tenuto a sottolineare che il suo non è un messaggio di «pessimismo», «prima di tutto perché il Comitato ha presentato un bellissimo progetto e poi perché la ragione per cui non ci siamo sentiti, all'unanimità in Consiglio dei ministri, di appoggiare la candidatura è semplice: è un progetto che può vincere ma il Comitato olimpico chiede a ciascun governo di assumere un impegno che è una garanzia finanziaria in bianco».
«Il progetto - ha ribadito Monti - era fatto con assennatezza ma la storia delle Olimpiadi dimostra che in molti casi ci sono stati importanti sconfinamenti o spese eccessive. In questo momento in cui l'economia sta riscattandosi e stiamo uscendo dall'emergenza e ci stiamo preparando alla crescita, abbiamo valutato che purtroppo oggi una garanzia in bianco sarebbe stata poco capita dagli italiani, molti dei quali sportivi, a cui abbiamo chiesto sacrifici, e generare sul piano internazionale la sensazione che l'Italia dopo due tre-mesi di rigore, si lanciasse in atti imprudenti su un importo che potrebbe essere potenzialmente illimitato».

Un rischio, non sganciamo cinture sicurezza - Elogio «convinto e caloroso» al lavoro del Comitato promotore, ma dire di sì alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 «e' un rischio che in questa situazione economica non è accettabile». Così Mario Monti ha spiegato il no a Roma 2020, sottolineando: «Noi pensiamo ai giovani, ben oltre i prossimi mesi, e sappiamo che la traiettoria dell'Italia per numerosi anni a venire può dipendere dal successo o insuccesso della fase di decollo. Siamo nei mesi in cui è prematuro sganciare la cintura di sicurezza».
La decisione dunque, ha tenuto a ribadire il presidente del Consiglio, è dipesa unicamente da valutazioni economiche e non da lacune nel progetto: «E' veramente un progetto che da ogni punto di vista merita elogi e il governo desidera sottolinearlo con convinzione e con calore. Voglio sinceramente rinnovare l'elogio ai membri del Comitato promotore per il lavoro che hanno fatto: il presidente onorario Gianni Letta, il presidente Mario Pescante, il sindaco e vice presidente Gianni Alemanno, il presidente Coni e vice presidente Gianni Petrucci». Ma oltre al progetto, «il Comitato ha presentato uno studio sulla compatibilità economica, preparato da un gruppo molto autorevole. Ho letto con molto interesse questo studio che presenta conclusioni positive dal punto di vista dell'impatto economico. Ma essendomi occupato di economia qualche volta, so bene che la certezza assoluta non si può avere. Abbiamo ritenuto doveroso e prudente esaminare il decorso ex post delle Olimpiadi degli ultimi venti anni e si è in molti casi verificato uno scostamento molto rilevante tra preventivi e consuntivi: in altre situazioni economiche forse avremmo ritenuto il rischio accettabile, ma in questa situazione abbiamo considerato il rischio non responsabile».
Del resto, «noi abbiamo sempre notato che se oggi siamo in difficoltà, è perchè il sistema politico in passato non ha gettato lo sguardo al di là dei prossimi mesi».

Napolitano comprende il Governo e sente Alemanno - Nonostante che il no del governo alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 rappresenti l'esatto contrario degli auspici espressi dallo stesso capo dello Stato un anno e mezzo fa, Giorgio Napolitano fa filtrare la sua «massima attenzione per le preoccupazioni e le ragioni» dell'esecutivo. Sembra passata un'epoca da quel settembre 2010, quando davanti ai campioni olimpici ricevuti al Quirinale per i 50 anni dai Giochi di Roma del '60, il presidente della Repubblica parlò pubblicamente del «sogno» di ospitare nuovamente la competizione sportiva internazionale nella capitale italiana. «We have a dream», disse citando Martin Luther King. Quel sogno è stato infranto dalla crisi economica che impone una cura dimagrante al paese, sacrifici per tutti anche per lo sport.
Un ragionamento, quello fatto a Palazzo Chigi, che il capo dello Stato comprende perfettamente, nella convinzione che comunque all'esecutivo spetta «l'esclusiva responsabilità» della decisione. Oggi Napolitano ha avuto modo di parlarne per telefono anche con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sottolineando che la capitale è stata partecipe dello sforzo del mondo dello sport teso alla presentazione della candidatura per i Giochi del 2020, uno sforzo che comunque potrà esprimersi ed essere valorizzato.
E del mondo dello sport Napolitano ha apprezzato «l'approccio» nel progettare la candidatura italiana, nella convinzione, appunto, che «tale slancio avrà modo di esprimersi attraverso tutte le possibili iniziative che non mancheranno per valorizzare le energie e le potenzialità dello sport italiano».