7 dicembre 2019
Aggiornato 12:30

Contratto collettivo, Beretta: Così com'è non firmo

Il Presidente della Lega di Serie A non firma il testo approvato dal sindacato dei calciatori

MILANO - Fumata nera sul nuovo contratto collettivo dei calciatori. Maurizio Beretta, presidente della Lega di A, non ha controfirmato il testo sul quale il sindacato presieduto da Damiano Tommasi aveva già posto il sì: «L'incontro con l'Associazione calciatori non ha avuto esito positivo - racconta Beretta al termine dell'incontro informale con i rappresentati dell'Aic, svoltosi a Fiumicino -. Così com'è, il contratto noi non lo firmiamo, anche perché l'Aic ha una posizione di chiusura su una serie di tecnicismi che sono da ridefinire».

SLITTA L'ACCORDO - Lo scorso 30 maggio il presidente onorario dell'Assocalciatori, Sergio Campana, si era detto fiducioso sulla felice conclusione della trattativa. E invece l'accordo tra le parti slitta: «Serve un po' di buon senso e di sano realismo - aggiunge Beretta -, ma il testo firmato dall'Aic non ci sta bene ed è inaccettabile metterci davanti ad un aut-aut. Sciopero? Sarebbe come sparare con un bazooka su una zanzara». Beretta chiarisce i punti ancora in sospeso, a partire dall'art.7 relativo agli allenamenti separati, i cosiddetti fuori rosa: «I fuori rosa - spiega Beretta - sono l'aspetto più importante. Ma ci sono anche altri dettagli tecnici da colmare. Bisogna stabilire la data precisa entro cui effettuare il pagamento degli stipendi, senza la quale i contenziosi non possono che moltiplicarsi. Poi c'è da capire se le sanzioni da irrogare alle società e gli interessi in caso di ritardato pagamento siano al netto o al lordo degli stipendi. Poi c'è la questione dei minimi sindacali, che però oggi non abbiamo approfondito».

TETTO EXTRACOMUNITARI - L'eventuale dissidio sul contratto collettivo non influirà sulla richiesta della Lega di A di ripristinare il tetto dei due extracomunitari: «Non c'entra nulla - conclude Beretta -, si metterebbero insieme due vicende che stanno su due tavoli diversi».