28 gennaio 2020
Aggiornato 01:30
Lazio

«Il calcio italiano manca di trasparenza»

Il presidente biancoceleste Lotito si sfoga dopo la sconfitta di Napoli: «La classifica non rispetta la meritocrazia»

ROMA - «Trasparenza e uniformità di giudizio». Tuona ripetutamente tali concetti Claudio Lotito, all'indomani dell'incredibile sconfitta del San Paolo. Il 4-3 del Napoli sulla Lazio è stato condizionato dal gol fantasma di Brocchi e dal rigore concesso per fallo di Biava - poi espulso - su Cavani. «Al di là della sconfitta immeritata, voglio stigmatizzare fatti che snaturano la certezza del diritto - chiarisce Lotito ai microfono di Radio Anch'io Lo Sport su Radiouno -. Prima ci proponiamo di educare i giovani al rispetto delle regole e al rispetto meritocratico, e poi ci comportiamo in modo diverso. Mi stupiscono peraltro alcune dichiarazioni del dopo-partita, soprattutto quelle di Massimo Mauro (a Sky Sport, ndr), che ha parlato di 'valori'. Ricordo che ho preso la Lazio con 140 milioni di debiti in stipendi. La Lazio, oggi 4 aprile, ha pagato gli stipendi ai giocatori. E allora diamo certezza alle regole e uniformità di giudizio».

Nel mirino del patron biancoceleste gli episodi che hanno a suo dire falsato il risultato: «Qui non parliamo di compensazioni, le compensazioni sono solo divine. Cosa vogliamo dire? Che l'autogol di Aronica è stato fatto apposta? Saremmo andati sul 4-2 - continua un infervorato Lotito -. Ciò che qualcuno dimentica è che il calcio di una volta era romantico e non incideva sulla sopravvivenza dei club. Oggi andare o non andare in Champions significa avere 25 milioni in più o in meno. La Lazio è una società quotata in borsa, e io devo tutelarla. Si dice sempre «Alla fine del campionato torti e vantaggi si compensano».
Ripercorrete tutte le partite della Lazio nel campionato e vi accorgerete che le compensazioni non ci sono state. Abbiamo avuto 2 rigori a favore, ci sono squadre che ne hanno avuti molti di più».

La questione ricade inevitabilmente sulla classe arbitrale: «Io sono per il rispetto delle regole, per la trasparenza e per la correttezza. Penalizzazioni, regolari pagamenti degli stipendi, sono provvedimenti che nascono da azioni intraprese da me. Non ho mai detto tutto è deciso, è inutile giocare. Solo che se la classifica non rispetta la meritocrazia, ci dicessero cosa fare», conclude Lotito.