17 settembre 2019
Aggiornato 17:00

Ronaldo dice basta: «Non ce la faccio più, è il momento»

Tramonta il Fenomeno, rivoluzionò il calcio prodigi e lacrime. Potente, velocissimo, rapido nei movimenti e tecnicamente impressionante

ROMA - Ronaldo ha deciso di lasciare il calcio. Il 34enne ex attaccante di Inter e Milan, probabilmente il miglior giocatore della sua generazione, ha confidato la sua scelta al quotidiano brasiliano Estado de S.Paulo: «Non ce la faccio più», ha detto il Fenomeno, «vorrei continuare ma non ce la faccio. Penso ad una giocata ma non mi viene come vorrei. E' giunto il momento, ma è stato bellissimo».

Ronaldo, che dal 2009 gioca nel Corinthians, in carriera con la nazionale brasiliana ha vinto da trascinatore i Mondiali nippocoreani del 2002 e da giovane riserva quelli statunitensi del 1994, mentre nel 1998 si arrese in finale ai padroni di casa della Francia al termine di una finale anticipata dal misterioso malore accusato nelle ore precedenti la decisiva sfida di Saint Denis. Due volte vincitore del Pallone d'Oro (nel 1997 e nel 2002), Ronaldo non è mai riuscito a vincere il campionato italiano: la delusione più cocente resta quella patita nello storico 5 maggio del 2002, quando con la maglia dell'Inter vide sfumare lo scudetto nell'ultima giornata. Il trauma sportivo patito all'Olimpico di Roma, con la sconfitta per 4-2 subita per mano della Lazio ed il tricolore finito sulle maglie della Juventus, rappresenta uno dei due spartiacque nella carriera di 'Ronie'. Il fuoriclasse brasiliano uscì in lacrime dallo stesso terreno di gioco dove due anni prima, durante la finale di Coppa Italia, aveva subito la rottura del tendine rotuleo del ginocchio destro già lesionato in precedenza. Il calvario iniziato quel 12 aprile con l'urlo di dolore in campo e il pianto sulla barella avviò un lento ma inesorabile declino modificando le caratteristiche di un giocatore che nella seconda metà degli anni '90 fu assolutamente incontenibile.

Potente, velocissimo, rapido nei movimenti e tecnicamente impressionante, Ronaldo con la maglia del Psv Eindhoven, del Barcellona e dell'Inter conquistò il pubblico europeo portando il calcio in una nuova dimensione atletica. Vittima secondo molti della sua stessa potenza (negli anni da più parti le sue lesioni tendinee sono state attribuite alla sua massa muscolare), nel 2002 Ronaldo - l'asso che più di ogni altro giocatore proiettò il calcio verso il terzo millennio - si trasferì nel Real Madrid dei 'Galacticos' dopo la conquista del Mondiale. Nel 2007, all'inizio del viale del tramonto, il trasferimento al Milan, dove rimase fino all'anno successivo tra i malumori dei tifosi interisti, che videro in lui un traditore.

Ronaldo, che negli ultimi anni ha accusato problemi legati al peso, in carriera ha messo a segno 442 gol, di cui 62 con la nazionale maggiore brasiliana e 59 con l'Inter. Con la maglia nerazzurra il Fenomeno conquistò la Coppa Uefa al termine della stagione 1997-1998. Sul fronte del campionato, nella medesima stagione, il mancato rigore concesso per un fallo di Mark Iuliano ai suoi danni in un famigerato Juventus-Inter rimase nella memoria collettiva come apice di una delle stagioni maggiormente caratterizzate da polemiche arbitrali.