14 maggio 2021
Aggiornato 04:00
Ciclismo

Dick Pound: Armstrong? In 30 minuti si altera test

Ex presidente Wada: «Lance ha violato regole che conosceva»

ROMA - L'ex presidente dell'Agenzia Mondiale Antidoping (Wada), Dick Pound, non ha dubbi sul caso Armstrong: «La questione è molto chiara: una volta selezionati per un controllo bisogna restare sotto osservazione dell'addetto al test a partire dal momento in cui si viene informati fino alla consegna dei campioni», ha spiegato oggi a Cyclingnews in relazione al contenzioso tra l'agenzia antidoping francese, AFLD, e il sette volte vincitore della Grande Boucle.

«Lance, che si autodefinisce come l'atleta più controllato al mondo, queste cose deve conoscerle di sicuro. Utilizzare il mancato riconoscimento dell'addetto ai controlli come una sorta di pretesto per allontanarsi mentre il tuo manager resta con lui è totalmente contro le regole».

Lo scorso 17 marzo il texano era stato oggetto di un controllo a sorpresa, in quell'occasione sparì dalla vista dell'addetto al test (comportamento vietato dal regolamento antidoping della Wada) per circa 30 minuti. Un tempo che lo stesso corridore ha giustificato affermando di non essere stato sicuro dell'identità del controllore e di aver affidato al suo manager, Johan Bruyneel, il compito di verificarlo telefonicamente. Nell'attesa Armstrong avrebbe ingannato il tempo con una doccia post-allenamento. Mezz'ora, secondo Dick Pound, rappresenta un tempo sufficiente «per sostituire l'urina nella vescica mediante un catetere, bere litri e litri d'acqua e fare altre cose in grado di alterare i risultati del test. Quella regola è stata creata proprio per questo».

In merito alle possibili sanzioni a carico di Armstrong, Pound chiarisce: «E' la AFLD che deve fare decidere se si è trattato di un rifiuto, e in quel caso equivale a una positività, o soltanto di un test mancato. In questo caso la presunzione di colpevolezza scatta dopo il terzo controllo saltato».