12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Sicurezza negli stadi

Verso una nuova cultura della tifoseria

Diminuiti gli incidenti allo stadio, un progetto per sensibilizzare i giovani alla legalità e allo spirito sportivo

Continua l’impegno del Ministero dell’Interno nella lotta alla violenza nello sport. I risultati, di anno in anno sempre più positivi, stimolano nuove riflessioni e suggeriscono più incisive strategie di contrasto del fenomeno.

I dati
Se si osservano i dati relativi agli incidenti avvenuti durante le manifestazioni calcistiche degli ultimi 6 anni, risulta evidente una progressiva e costante riduzione del numero degli scontri e dei feriti. Se nel campionato 2003/2004, ad esempio, il numero dei feriti (fra tifosi e forze di polizie) era pari a 1.027, nell’ultimo campionato (2007/2008) il dato cala a 228 vittime.

Il trend decrescente del fenomeno è frutto delle nuove norme che, di volta in volta, sono state adottate per regolamentare l’accesso alle strutture sportive, ma anche dell’azione portata avanti dall’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive. Questo organismo, nato informalmente nel 1999 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed istituito formalmente nel 2005 per Decreto del Ministro dell’Interno, ha il compito di coordinare a livello centrale le iniziative da attuare in occasione di incontri ritenuti particolarmente a rischio e di formulare proposte legislative.
L’azione normativa, dunque, e l’attività generale dell’Osservatorio, non hanno solo consentito una riduzione degli incidenti, ma hanno anche modificato profondamente la natura del fenomeno. Oggi, infatti, il 75% degli scontri avviene al di fuori degli stadi che, al contrario di qualche anno fa, sono diventati luoghi più sicuri di aggregazione sociale.
L’analisi di questi dati ha determinato un cambiamento strategico di approccio al fenomeno. Se da un lato è importante mantenere la linea del rigore per dare un segnale della presenza delle Istituzioni e per frenare le tifoserie violente nella loro azione di disturbo, dall’altro è necessario intervenire sensibilizzando i tifosi, ed in particolare i giovani, verso una cultura non violenta dello sport.

Il progetto per i giovani
Sono proprio i giovani, quindi, al centro dell’azione che il Ministero dell’Interno intende portare avanti. Per questo motivo si è deciso di avviare un’azione di sistema con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca finalizzata a realizzare interventi formativi sui ragazzi delle scuole superiori indirizzati a creare consapevolezza sul tema, a risvegliare la loro sensibilità ed a richiamare quei principi di legalità e di spirito sportivo che, spesso, vengono dimenticati.
Da questa settimana, presso la Scuola Superiore di Polizia, è iniziato un corso di approfondimento per i formatori, poliziotti ed insegnanti, che a partire dalla prossima settimana saranno operativi nelle scuole di dieci città italiane, scelte come campione per la fase di avvio del progetto. Gli incontri, che si protrarranno fino alla fine dell’anno scolastico, saranno accompagnati da una ricerca sociologica effettuata sui ragazzi in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, e verranno ripetuti anche il prossimo anno.

La campagna sociale «No alla violenza negli stadi»
E sempre nell'ottica di una sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema della violenza negli stadi e per la diffusione di una sana cultura sportiva, è in programma il 4 marzo alle ore 15,00 presso il Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione in Via Salaria, 113 a Roma un evento per l'anteprima degli spot 'No alla violenza negli stadi'.
Tale campagna sociale è risultata vincitrice del bando Giovani idee cambiano l'Italia promosso e finanziato dal Dipartimento della Gioventù.