15 dicembre 2018
Aggiornato 15:30

Trombosi venosa profonda: cure e prevenzione

Il dottor Carlo Maggio spiega a Diario Salute TV cos’è la trombosi venosa profonda, quali sono le strategie di prevenzione (a casa e in aereo) e le possibili cure

La trombosi venosa profonda è una malattia che colpisce, appunto, le vene profonde degli arti inferiori. Consiste nella formazione di un trombo all’interno della vena e quindi un ostacolato flusso di sangue dalle gambe verso le parti superiori del nostro corpo – spiega il dottor Carlo Maggio, medico chirurgo specializzato in cardiologia, direttore del centro Salus Project e direttore scientifico della società italiana di medicina funzionale

Come si manifesta
«Si manifesta, generalmente, con il rossore della gamba interessata, dal calore – è facile distinguere una differenza di calore fra l’arto normale e quello in cui c’è la trombosi che risulta molto più caldo. Può presentarsi anche un edema, dolore e impotenza funzionale dell’arto. Si ha, perciò, difficoltà nel camminare».

Trombosi
Trombosi (Naeblys | Shutterstock)

Il rischio embolia polmonare
«Vi sono degli episodi che sono meno acuti e più difficili da diagnosticare, però dobbiamo essere molto attenti. Perché, sebbene la trombosi venosa profonda è una malattia facilmente curabile, a volte può esporre al rischio di malattie ben più gravi. Tra queste l’embolia polmonare: un pezzo di trombo può staccarsi dalla vena profonda dell’arto inferiore e migrare verso il polmone creando un’ostruzione di importanza notevole a livello polmonare ».

Prevenzione della trombosi venosa profonda
«L’ideale è fare prevenzione ed evitare la trombosi venosa profonda. È chiaro che chi ha subìto un intervento ortopedico e deve stare a letto per un periodo di tempo prolungato, sarà già in terapia con eparina o altre sostanze che fluidificano il sangue e lo rendono meno capace di formare trombi. Negli altri casi, quello che possiamo consigliare è di camminare molto, di non stare mai fermi, di curare bene le nostre vene attraverso l’attività fisica. Quando facciamo però viaggi lunghi e siamo costretti a stare fermi per molte ore (come nel caso dei viaggi aerei) potrebbe essere conveniente assumere degli omega-3 per fluidificare un po’ il sangue. I soggetti più a rischio potrebbero dover assumere dell’aspirina per evitare che si formino dei trombi a livello degli arti inferiori. È sempre buona norma, comunque, camminare. Se noi camminiamo mettiamo in moto il sangue degli arti inferiori e difficilmente si formeranno i trombi, conclude il dottor Maggio.