26 ottobre 2020
Aggiornato 13:00
Progressive Business Forum 2020

Presbiopia, quando leggere diventa faticoso

E' il difetto visivo più diffuso, colpisce a partire dai quarant'anni, legato dalla perdita di elasticità del cristallino. Ed è un «campanello d'allarme» per la salute complessiva della vista

Presbiopia, quando leggere diventa faticoso
Presbiopia, quando leggere diventa faticoso Pixabay

Si inizia allungando le braccia per riuscire a leggere il giornale. O alzando gli occhiali sul sopracciglio se si è miopi. Sono i primi segnali della presbiopia, cioè l'incapacità di mettere a fuoco da vicino. E' il difetto visivo più diffuso, colpisce a partire dai quarant'anni, legato dalla perdita di elasticità del cristallino. Ed è un «campanello d'allarme» per la salute complessiva della vista, che «non deve allarmare» ma spingere a a prenderci cura dell'occhio, soprattutto in questo periodo di emergenza Covid in cui aumentano le ore trascorse al computer o allo smartphone. La presbiopia, di cui sono affetti solo in Italia 28 milioni di persone e 2 miliardi in tutto il mondo, è uno dei temi al centro del Progressive Business Forum 2020 a Milano.

La presbiopia è «un perfetto reminder - spiega il presidente della Società Oftalmologica italiana Matteo Piovella - perché l'occhio è soggetto ad usura. Come una macchina di Formula 1 che consuma le gomme in pochi giri, anche l'occhio perde di capacità visive con l'utilizzo. Ma all'occhio non si possono sostituire le gomme. Possiamo però prendercene cura con ausili come gli occhiali progressivi, le protezioni e i filtri necessari per la loro protezione».

Per Piovella occorre «controllare la vista, tutti, perché a quarant'anni un occhio ha esaurito il suo primo ciclo di giovinezza e di efficacia. E dobbiamo mantenerlo per altri minimo quaranta anni successivi. La pandemia Covid - prosegue - ha impedito l'effettuazione, stante il grave stato di emergenza, di 8 milioni di visite oculistiche e di 500.000 interventi salva vista. La presbiopia deve essere considerato il nostromigliore alleato per sensibilizzare tutti e mettere in campo le necessarie attività».

La soluzione dei tradizionali occhiali bifocali da presbite, dicono gli esperti, è superata: «Non risolvono il problema perché avremo la capacità di vedere da lontano e da vicino, ma non da distanze medie. Abbiamo bisogno di una lente che permetta di colmare tutte le distanze, da lontano e progressivamente vicino», spiega Luigi Mele, Medico chirurgo oculista, U.O.C. Oculistica, Università degli studi della Campania Vanvitelli.

«Il concetto di personalizzazione - spiega Paolo Pettazzoni, presidente di Anfao lenti - risiede nella costruzione di una lente progressiva con la corretta correzione visiva, le dimensioni biometriche ma anche le esigenze di uso del portatore». Lenti in grado ad esempio di mitigare gli effetti dell'esposizione prolungata nel tempo alla luce blu, che «come è avvenuto nel lockdown, provoca effetti di stress visivo di cui molti effettivamente sono stati affetti», prosegue Pettazzoni.

In occasione dell'incontro è stata presentata la prima certificazione di qualità dedicata ai centri ottici indipendenti, «Cert. O», nata per garantire ai consumatori di trovare centri ottici con requisiti di qualità validati da certificatori specializzati, operatori in formazione continua e alti standard di servizio e di prodotto. I centri ottici certificato Cert. O si possono cercare sul sito www.certificazioneottici.it.