13 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Vedere bene senza occhiali, la presbiopia

Presbiopia addio, con l'elettrostimolazione butti gli occhiali da lettura

Con una micro-scossa che stimola il muscolo ciliare attraverso l'elettrostimolazione sarà possibile dire addio alla presbiopia, quella condizione che dopo la mezza età colpisce la maggioranza delle persone, per cui è necessario utilizzare occhiali da lettura

Presbiopia
Presbiopia Shutterstock

ROMA – Dire addio agli occhiali da lettura e poter nuovamente leggere senza bisogno di allungare le braccia fin che si può per riuscire a distinguere quelle dannate lettere che, chissà perché, fanno sempre più piccole. Il sogno di moltissime persone che dopo i 45 anni in media, iniziano a vedere sempre più sfocato tutto ciò che hanno vicino. Da lontano nessun problema, ma quando un qualcosa scende al di sotto di una certa distanza – diciamo circa 30 centimetri – allora sono guai. È la presbiopia, che interessa milioni di persone e che costringe a usare gli occhiali da lettura per poter mettere a fuoco. Ma per tutti coloro che hanno questo problema pare vi sia una soluzione non invasiva, senza cioè bisogno di intervento chirurgico, che stimola il muscolo ciliare attraverso delle micro-scosse impercettibili.

Il sistema Ocufit
Si chiama ​Ocufit la soluzione alla presbiopia e promette di allenare il muscolo ciliare attraverso l’elettrostimolazione. Questo processo agisce bloccando la progressione del difetto ​visivo quando sua fase iniziale, ma può anche provocare una regressione quando già presente da diverso tempo, permettendo di tornare a leggere senza occhiali, avere meno fastidi e dunque anche lavorare con più facilità. «La presbiopia è un fisiologico decadimento della vista da vicino, legato a un normale invecchiamento dell’occhio – spiega all’ADNKronos Luca Iacobelli, responsabile della Divisione di oculistica dell’Ini​, Istituto ​neurotraumatologico ​i​taliano – E’ come avere i capelli bianchi e le rughe, capita a tutti, chi prima chi dopo, in genere intorno ai 45 anni. La vista da vicino inizia a calare e si è costretti ad allontanarsi a una distanza tale da riuscire a mettere nuovamente a fuoco. C’è la possibilità di ricorrere agli occhiali ‘da lettura’, ma oggi una nuova strategia consente di posticipare l’utilizzo delle lenti. L’importante, dice l’esperto, è non temporeggiare».

Una tecnica non invasiva
«Ocufit è la prima tecnica non invasiva per la correzione della presbiopia iniziale – aggiunge l’esperto – Consiste in un’elettrostimolazione del muscolo ciliare, che serve per mettere a fuoco gli oggetti, e con il tempo diventa responsabile del decadimento visivo. E’ come una fisioterapia: si tiene in allenamento un muscolo che sta invecchiando e attraverso questa ginnastica la presbiopia non progredisce, anzi può addirittura migliorare. Ma più il paziente è giovane e meno ha utilizzato gli occhiali, migliori saranno i risultati. Le lenti provocano infatti un riposo del muscolo, per cui diventa più difficile elettrostimolarlo e ripristinare il suo funzionamento».

Meglio alle prime avvisaglie
«La risposta migliore – precisa Iacobelli – si riscontra principalmente nei soggetti con una presbiopia iniziale, 45-50enni alle prese con i primi fastidi, ma non ancora passati all’uso degli occhiali. In questi casi la terapia consente di stabilizzare la progressione del difetto e in alcuni casi di ottenere anche una piccola regressione, tanto da permettere al paziente di tornare a vedere da vicino senza bisogno degli occhiali». La terapia, assicura il medico, è rapida e indolore: «Si applica una lente a contatto munita di 4 elettrodi in corrispondenza del muscolo ciliare e si collega a un elettrostimolatore, che trasmette micro impulsi elettrici stimolandone la contrazione. Il trattamento dura 8 minuti per occhio, un quarto d’ora in totale. Le prime 3-4 sedute si fanno ogni 15-20 giorni, da ripetersi poi dopo un mese circa​. Non ci sono controindicazioni, rischi, fastidi o dolori né durante né dopo la terapia». Iacobelli che è tra i primi medici ad aver utilizzato Ocufit rassicura sull’efficacia del metodo. «I risultati sono stati soddisfacenti. Molti pazienti sono migliorati e nel 90% dei casi si è assistito a una stabilizzazione nella progressione della presbiopia. In circa la metà dei pazienti, inoltre, si è avuta una regressione, con una riduzione del potere degli occhiali da lettura o addirittura con la loro eliminazione», conclude l’esperto.