19 luglio 2019
Aggiornato 04:00
Intossicazioni alimentari

Mangia il pollo al curry e rimane paralizzato. La sindrome che può venire a chiunque

Un uomo di 40 anni rimane paralizzato dopo aver mangiato il pollo al curry. Ecco cosa gli è accaduto

Mangia un pollo al curry e rimane paralizzato
Mangia un pollo al curry e rimane paralizzato Shutterstock

Non è il primo caso e non sarà neppure l’ultimo, purtroppo. Un uomo di 40 anni è rimasto improvvisamente paralizzato dopo aver mangiato un semplice pollo al curry. Tanta gente, purtroppo, non è a conoscenza di alcune contaminazioni «tipiche» di queste carni. Contaminazioni che in alcuni soggetti potrebbero provocare malattie molto gravi, proprio come è accaduto alla persona di cui stiamo per parlarvi. Ecco tutti i dettagli della vicenda.

Una reazione quasi fatale
Un uomo amante dello sport, è rimasto paralizzato in seguito al consumo di un pollo al curry. Ha cominciato a sentirsi male poco dopo e nell’arco di pochi giorni i medici hanno dovuto indurgli il coma farmacologico a causa di una gravissima paralisi dalla faccia in giù: fu persino necessario mettergli un respiratore artificiale.

Otto mesi dopo alcuni miglioramenti
Otto mesi dopo il pover’uomo ha assistito a diversi miglioramenti e ora ha una paralisi dalla vita in giù. L’uomo, di nome Braham, lavora come istruttore nel Galles, e ha dichiarato al Daily Mail: «mi sentivo bene fino a quando non ho mangiato il pollo al curry. L'ho preso come un pasto veloce mentre un alunno stava facendo alcuni test. Me ne pento. Quella notte mi sono sentito un po’ male e mi sono davvero ammalato durante il fine settimana», racconta il paziente.

Formicolii
L’uomo racconta come tutto sia iniziato con un semplice formicolio. «Mi sono ammalato molto rapidamente. È iniziato tutto con una sensazione di formicolio. Prima di rendermene conto ero letteralmente chiuso nel mio corpo. E’ stato assolutamente terrificante. Era come essere un inferno vivente. Non sapevo se sarei stato in grado di vedere di nuovo i miei figli e non pensavo che sarei mai stato in grado di camminare di nuovo. Era il pensiero dei miei figli che mi faceva andare avanti. Ho combattuto per loro. Non pensavo che sarei sopravvissuto. Mi chiedevo se ci sarebbe mai stata una via d'uscita. Tutto quello che voglio fare è giocare di nuovo con i miei figli ed essere di nuovo un papà».

I primi sintomi
I primi sintomi evidenti si sono manifestati alcuni giorni dopo quando il signor Braham ha cominciato a sentirsi male mentre guardava suo figlio di sette anni giocare a rugby presso il Liberty Stadium di Swansea. Lì per lì non ci diede tanto peso ma presto fu costretto al ricovero presso il Princess Wales Hospital. Inizialmente, però, i medici non si resero conto di cosa avesse il paziente e fu rimandato a casa solo sei giorni dopo e con un trattamento antibiotico.

Dopo i formicolii
I formicolii iniziarono il giorno dopo essere stato rimandato a casa. In breve tempo l’uomo assistette a una paralisi quasi totale. 24 ore dopo non riusciva più a muovere nessun muscolo. Solo dopo il successivo ricovero il personale medico si accorse cosa aveva realmente l’uomo: il pollo era probabilmente contaminato da campylobacter che gli ha causato la sindrome di Guillain-Barré.

Che cos’è la sindrome di Guillain-Barré?
Si tratta di una patologia scatenata con molta probabilità da un alimento, spesso dalla carne di pollo. In alcuni casi può manifestarsi anche in seguito a un’infezione virale o un vaccino. L’esordio, in genere, è caratterizzato da una sensazione di formicolio agli arti inferiori e superiori che poi si diffonde in tutto il corpo. Come nel caso del Signor Brahman, se la situazione è grave si può presentare una paralisi a tal punto che può essere colpita anche la respirazione, la pressione e la frequenza cardiaca. Questo accade perché il sistema immunitario – in risposta all’azione del campylobacter – può attaccare le funzioni nervose.

Dopo quattro mesi, il risveglio dal coma
Il signor Braham si è risvegliato dal coma ben quattro mesi dopo e non ricordava niente dell’accaduto. «Quando mi sono svegliato dal coma non avevo idea di cosa stesse succedendo. Ero paralizzato e non potevo sentire niente. Non ho visto i miei figli per tre mesi mentre ero in terapia intensiva». A settembre, però, ha assistito a diversi miglioramenti e grazie alla fisioterapia quotidiana a novembre ha cominciato a fare i suoi primi passi. «Dovevo imparare come lavarmi e lavarmi di nuovo i denti. Mi ci sono voluti tre mesi per essere in grado di muovere di nuovo le gambe. Era come essere un bambino e dover imparare come fare di nuovo le cose semplici. La mia mente sapeva come fare tutto ma il mio corpo non rispondeva. Trascorrere così tanto tempo in ospedale è stato orribile, ma ho un forte legame con i ragazzi qui in riabilitazione. Tutti si stimolano a vicenda e si spingono a vicenda per compiere un ulteriore passo avanti». L’8 dicembre ha potuto trascorrere alcune ore nella sua casa e il suo più grande desiderio è quello di passare un Natale in famiglia in compagnia dei propri cari. «Vedere i miei figli aprire i loro regali di Natale sarà la sensazione più speciale di sempre. Non vedo l'ora di essere di nuovo papà, solo per passare del tempo con i bambini. Sarà incredibile. Sono al settimo cielo. Sembra che alla fine del tunnel ci sia una luce».