12 agosto 2020
Aggiornato 02:00
Artrosi del ginocchio

Chirurgia del ginocchio: un idrogel potrebbe rivoluzionare i metodi di cura

Un particolare tipo di idrogel potrebbe rivoluzionare i metodi di cure del ginocchio con cartilagini danneggiate

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Quando le cartilagini del ginocchio vengono danneggiate, l’attrito può provocare dolori molto forti e limitazioni di movimento. Questo accade perché, a differenza dei tessuti molli, non è in grado di curarsi da solo o rigenerarsi. Quindi, se il problema diventa serio tra le poche opzioni che un paziente ha a disposizione, c’è l’intervento chirurgico. Come ben sappiamo, però, anche questa opzione non è indolore e la maggior parte dei pazienti cerca di evitarla. Ma un nuovo metodo potrebbe cambiare per sempre il modo di concepire la terapia in caso di artrosi al ginocchio.

C’è idrogel e idrogel
Tra le varie sperimentazioni che sono state condotte negli ultimi anni, sembra essercene una più promettente delle altre. Anziché eseguire un intervento chirurgico tradizionale si possono iniettare le zone danneggiate con un idrogel riempito con farmaci o, o meglio ancora, cellule che riparano i tessuti. Tutti gli idrogel in uso, tuttavia, non riescono a rimanere a lungo nel momento in cui il paziente si muove.

I trattamenti attuali
Al momento, per evitare che l’idrogel venga disperso, i medici usano delle apposite membrane che lo mantengono in superficie. Tutto ciò però prevede una sorta di cucitura di tali membrane. Insomma, si tratta comunque di interventi che potrebbero essere evitati se l’idrogel non si staccasse così facilmente. Ed è proprio questa l’idea messa a punto da alcuni scienziati dell’École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL).

Come è fatto
Il nuovo idrogel è composto dal 90% di acqua e da una particolare rete di fibre. In questo modo riesce ad aderire ancora di più ai tessuti nel momento in cui il ginocchio si muove. Infatti, la «doppia struttura di rete distribuisce l'energia meccanica in entrata attraverso l'idrogel», spiega Dominique Pioletti coordinatore dello studio. In più, vi è la possibilità di unire al composto cellule di riparazione o farmaci senza danneggiare ulteriormente i tessuti limitrofi.

Dieci volte più adesivo
«Il nostro idrogel è dieci volte più adesivo rispetto ai bioadesivi attualmente disponibili sul mercato, come i fibri, e grazie al suo alto contenuto di acqua, il nostro idrogel è molto simile in natura al tessuto naturale che è stato progettato per curare», conclude Pioletti. I ricercatori ritengono che l’idrogel, potenzialmente, potrebbe aderire su diversi tipi di tessuto. Ora il prossimo passo sarà quello di fare ulteriori ricerche sull’efficacia quando combinati con farmaci.