16 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Una ricerca sul cancro scopre inaspettatamente proteine naturali contro grasso e obesità

Una proteina che si trova in grandi quantità nei tumori è stato scoperto essere un’efficace rimedio contro il grasso corporeo e per combattere sovrappeso e obesità

Grasso corporeo
Grasso corporeo (Sorratorn Phosida | shutterstock.com)

Ricercatori che stavano studiando una proteina nota per essere presente in grandi quantità in molti tumori, hanno scoperto inaspettatamente che questa stessa proteina possiede spiccate proprietà anti grasso corporeo, e dunque contro sovrappeso e obesità.

Un rimedio potente
Quello che forse i ricercatori della Georgetown University di Washington DC (Usa) non si aspettavano è che una proteina, denominata BP3, potesse essere un potente regolatore metabolico, che ha ridotto di un terzo i livelli di grasso corporeo nei modelli animali utilizzati per lo studio. Il dottor Anton Wellstein e colleghi sapevano che i fattori di crescita dei fibroblasti (FGF) sono proteine ​​importanti e fondamentali, che si trovano in un’ampia varietà di organismi, compresi i mammiferi. Tre membri della famiglia FGF, noti come BP1, BP2 e BP3, sono denominati proteine ​​‘chaperone’ perché si legano alle proteine ​​FGF primarie, migliorandone l’attività.

Il ruolo nei tumori
Il dottor Wellstein ha studiato per diversi anni il ruolo della proteina BP1, poiché era presente a livelli elevati nei pazienti oncologici affetti da diversi tipi di cancro. Gli scienziati hanno ipotizzato da tempo che una sovraespressione di BP1 possa potenziare gli effetti biologici delle FGF aumentando la proliferazione delle cellule tumorali. Gli autori dello studio, tuttavia, si sono concentrati sulla proteina BP3 e i suoi effetti, scoprendo che questa si lega a tre specifiche proteine ​​FGF, tutte note per regolare le attività metaboliche. Di queste, due proteine ​​in particolare: FGF19 e ​​FGF21, regolano il modo in cui un corpo utilizza e immagazzina zucchero e grassi. «Abbiamo scoperto che BP3 esercita un notevole contributo al controllo metabolico – ha spiegato Wellstein – Quando si dispone di più chaperoni BP3 disponibili, l’effetto di FGF19 e ​​FGF21 aumenta con l’aumento della loro segnalazione, il che rende BP3 un forte propulsore del metabolismo dei carboidrati e dei lipidi. È come avere molti più taxi disponibili a New York per raccogliere tutte le persone che hanno bisogno di un passaggio».

L’azione sul metabolismo
I ricercatori ritengono che eccessivi livelli di BP3 possono sostanzialmente amplificare il metabolismo del corpo, forzando come lo zucchero e il grasso sono processati nel fegato per essere utilizzati come energia e non immagazzinati – o accumulati.

Lo studio
Per validare la loro ipotesi, Wellstein e colleghi hanno analizzato gli effetti dei livelli di BP3 alterati in diversi modelli di topo. Un primo modello è stato progettato per non produrre alcun tipo di BP3. Questi topi hanno successivamente mostrato una tolleranza al glucosio anormale e livelli più bassi di trigliceridi circolanti, suggerendo che gli animali soffrivano di un metabolismo notevolmente disfunzionale. Dopo di che, gli autori hanno esaminato cosa sarebbe successo se ai topi progettati per essere obesi fossero somministrati livelli eccessivi di BP3. A questo test, gli animali hanno risposto in modo molto positivo, con sintomi ipoglicemici ridotti e una riduzione del grasso del fegato. Inoltre, i livelli di grasso complessivo degli animali sono diminuiti di oltre il 30%. «Abbiamo scoperto che otto trattamenti BP3 in 18 giorni erano sufficienti per ridurre il grasso nei topi obesi di oltre un terzo», ha concluso Wellstein.

Riferimento: Scientific Reports