14 novembre 2018
Aggiornato 06:30

Ecco il virus che uccide il cancro, e non intacca i tessuti sani

Da un virus, che in genere si considera patogeno, può arrivare una rivoluzionaria terapia contro il cancro. Il virus attacca i tumori lasciando intatti i tessuti sani
Virus
Virus (EBV | shutterstock.com)

C’è un virus chiamato Seneca Valley (SVV), o Senecavirus, noto per essere un agente infettivo che colpisce i maiali. Fu scoperto per caso nel 2002 quale contaminante delle colture cellulari. È un piccolo picornavirus senza involucro, appartenente alla famiglia delle Picornaviridae e contiene anche virus dell’afta epizootica (FMDV) e virus della malattia vescicolare dei suini (SVDV). È un virus che può essere ‘coltivato’. Ora, un nuovo studio ha scoperto che questo poco piacevole virus in realtà potrebbe essere un’efficace arma contro il cancro.

La viroterapia
Un neologismo creato apposta per una nuova forma di terapia anticancro è la ‘viroterapia’, ossia una terapia che utilizza i virus per sconfiggere la malattia tumorale. La viroterapia si è sviluppata come una nuova branca dell’immunoterapia. Si basa sulla constatazione pratica che i virus anticancro tendono a colpire i tumori risparmiando le cellule sane che li circondano. Di questi ne esistono già molti in natura. Gli scienziati studiano questi killer del cancro e le loro strategie di attacco, ottimizzando la loro efficacia attraverso la modificazione genetica. In questo contesto si inserisce proprio l’intenzione di utilizzare il Seneca Valley Virus contro il cancro. A testare i suoi effetti è stato un team internazionale composto da scienziati dell’Istituto Okinawa di Scienza e Tecnologia (OIST) e dell’Università di Otago.

Lo studio
Il prof. Matthias Wolf dell’OIST e colleghi hanno studiato a fondo il Senecavirus, realizzando una serie di dettagliate immagini di come il complesso virus del Seneca Valley si forma con il suo recettore preferito. I ricercatori hanno realizzato le immagini ad alta risoluzione di oltre 7.000 particelle, comprese di struttura, utilizzando la microscopia crioelettronica.

Colpire al cuore il cancro
Con il Seneca Valley Virus, i ricercatori ritengono si possa, per così dire, colpire al cuore il cancro, poiché questo agente è in grado di attaccare i tessuti malati lasciando intatti quelli sani. «Se possiedi un virus che colpisce le cellule tumorali e nient’altro, questo è l’ultimo strumento per combattere il cancro – ha spiegato il prof. Matthias Wolf, principale autore dello studio – Mi aspetto che questo studio porti a sforzi per progettare i virus per la terapia del cancro».

Come agisce contro il cancro il Senecavirus
Il Seneca Valley Virus si distingue dagli altri, come potenziale agente per la viroterapia, per una ragione chiave: esso si indirizza selettivamente a un recettore che trova cellule tumorali rivestite in oltre il 60% dei tumori umani. Questo recettore è noto come ANTXR1, ed è espresso solo nei tumori. Tuttavia, ha un cugino chiamato ANTXR2, che si trova solo sui tessuti sani. Il Senecavirus però non si lega con il recettore ‘cugino’ delle cellule sane, ma mostra solo una forte affinità con ANTXR1. «Le differenze tra i due recettori sono sottili, ma nondimeno queste sottili differenze fanno sì che il virus si leghi con alta affinità, mentre l’altro no – sottolinea il prof. Wolf – I componenti devono combaciare come una chiave in una serratura: si tratta di un sistema altamente evoluto in cui tutto si adatta perfettamente».

Aggirare i problemi
Il Seneca Valley Virus si è dimostrato in studi clinici di Fase I di essere un ottimo agente anticancro. Tuttavia, quando somministrato, il sistema immunitario dell’organismo umano lo attacca e sviluppa un’immunità nel giro di tre settimane – pertanto prima che il Senecavirus abbia compiuto e terminato la sua missione. «Se somministri un virus come vaccino, vuoi una risposta immunitaria: lì l’obiettivo è la distruzione del virus – commenta il prof. Wolf – In questo caso, vuoi il contrario: vuoi che il virus zittisca il sistema immunitario, si continui a replicare e a uccidere le cellule tumorali». Con una comprensione maggiore di come funziona il Senecavirus, gli scienziati potrebbero essere in grado di superare in astuzia il sistema immunitario del corpo e proteggere il loro potente killer del cancro. In linea di principio, il Seneca Valley Virus potrebbe anche essere modificato per riconoscere diversi recettori, rendendolo un’arma ampiamente applicabile nella lotta contro il cancro, ha concluso Wolf. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Riferimento: Nadishka Jayawardena el al., ‘Structural basis for Anthrax Toxin Receptor 1 recognition by Seneca Valley Virus’ - PNAS (2018). www.pnas.org/cgi/doi/10.1073/pnas.1810664115.