16 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
Pillola e cancro

La pillola anticoncezionale riduce il rischio di cancro alle ovaie?

Uno studio ha messo in evidenza la riduzione del rischio di cancro alle ovaie nelle donne che assumono alcuni tipi di pillola. Ma si rischia il cancro al seno

La pillola riduce il rischio di cancro alle ovaie?
La pillola riduce il rischio di cancro alle ovaie? Shutterstock

La pillola anticoncezionale, come la stragrande maggioranza di farmaci, causa effetti collaterali anche gravi. Tra questi il più noto è il rischio di trombosi. D’altro canto, secondo quanto emerge da una recente ricerca, sembrerebbe che il medicinale riservi anche risorse inaspettate, specie per quanto riguarda le forme più moderne e combinate. Gli scienziati hanno infatti trovato un’associazione positiva con la riduzione del rischio di cancro alle ovaie. Ecco tutti i dettagli della ricerca.

La pillola combinata
La pillola anticoncezionale è prodotta grazie a una miscela di estrogeni e progesterone. Quelle più moderne contengono anche dosi differenti di estrogeni sintetici e progestinici, di cui alcuni senza necessità della classica pausa di qualche giorno. «Per le donne che sono in età riproduttiva che usano i prodotti ormonali contemporanei, i risultati di questo studio sono rassicuranti perché continuano a mostrare un rischio ridotto di cancro ovarico associato a contraccettivi orali combinati», ha dichirato la dottoressa Lisa Iversen, autrice della ricerca.

Lo studio
Per arrivare a tali conclusioni, gli scienziati dell'Università di Aberdeen, in collaborazione con quelli dell’Università di Copenaghen, hanno preso in esame un database danese in cui erano contenute informazioni sulle prescrizioni contraccettive e gli eventuali casi di cancro. Una volta analizzato bene i dati in loro possesso, gli studiosi hanno eliminato dall’elenco le donne che avevano sviluppato il cancro prima dell’inizio dello studio. In totale sono state così considerate 1,8 milioni di donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni. Tutti i partecipanti hanno aderito all’indagine scientifica tra il 1995 e il 2014.

I risultati
Prima di ottenere i risultati definitivi, gli scienziati hanno corretto eventuali fattori di rischio come una storia familiare di tumori e la giovane età. Al termine dell’analisi si è potuto evidenziare come le donne che avevano usato contraccettivi ormonali presentavano un rischio inferiore del 34% di sviluppare il cancro ovarico, rispetto a chi non assumeva il medicinale. Il rischio veniva ulteriormente ridotto (42%) se si stavano assumendo le forme combinate e più moderne della pillola. Il calo delle probabilità, inoltre, era più elevato nelle donne che usavano la pillola più a lungo. Nel complesso, l'incidenza dei tumori ovarici registrati è stata del 21% inferiore in chi usava degli ormoni sintetici.

I limiti dello studio
Nonostante sembrino tutte belle notizie è importante sottolineare che tale studio presenta diversi limiti. Il primo e più importante è che non esiste un vero rapporto causa-effetto. La ricerca ha solo evidenziato che chi aveva assunto la pillola, in alcuni casi, non aveva sviluppato il cancro alle ovaie, ma trattandosi di campioni di tutte le età non è stato possibile considerare se ciò avveniva perché chi assumeva la pillola rientrava nell’età meno a rischio cancro ovario. Ricordiamo, inoltre, che questo potrebbe essere considerato un bias scientifico perché le statistiche ci dicono che il maggior rischio di cancro ovarico si verifica nelle donne di età compresa fra i 55 e i 65 anni e lo studio non ha preso in considerazione una popolazione femminile di età superiore ai 49 anni. Il secondo limite – da non sottovalutare – è che il lavoro è stato finanziato da una casa farmaceutica (Novo Nordisck) che, tra le altre cose, produce anche ormoni (ma non pillola anticoncezionale o simili). Si potrebbe parlare di conflitto di interessi anche se i ricercatori hanno affermato che l’azienda non ha avuto alcun ruolo nell’interpretazione dei risultati.

Si rischia il cancro al seno
La dottoressa Channa Jayasena, docente di endocrinologia riproduttiva presso l'Imperial College London, che non ha partecipato allo studio, ha però ricordato che alcuni studi hanno messo in evidenza l’associazione tra l’uso della pillola con il cancro al seno. «Lo studio mostra che la pillola combinata, che è considerata dai pazienti e dai medici generici come quella con più rischi, in realtà ha anche alcuni benefici, rispetto ai metodi solo progestinici», ha dichiarato Jayasena. «La buona notizia è che ciò conferma ciò che sappiamo già, quindi non è necessario cambiare la prescrizione. Ma il rischio di altri tipi di cancro può esserci comunque, quindi se stai pensando di iniziare o di interrompere la pillola, assicurati di parlare con il tuo medico che può indicarti tutti i pro e i contro della tua situazione individuale per aiutarti a prendere una decisione», conclude Fiona Osgun, della Cancer Research UK.