22 gennaio 2021
Aggiornato 07:00
Bondage e affini

Donne che amano le pratiche alla Cinquanta sfumature di grigio sono insensibili o trovano eccitante il dolore altrui

Donne ‘sottomesse’ nei rapporti sessuali, che amano il bondage e il sadomaso non sono empatiche e restano insensibili al dolore degli altri, che spesso trovano addirittura eccitante

Chi non ha presente le avventure sessuali della protagonista del celebre romanzo e film Cinquanta sfumature di grigio? Tutta una serie di ‘incontri’ all’insegna di pratiche sessuali più o meno discutibili… bondage, sadomaso (BDSM) e via discorrendo. Ebbene, anche nella realtà ci sono donne che amano queste pratiche come essere legate e/o frustate durante i rapporti sessuali ed essere ‘sottomesse’. Proprio questo tipo di donne è stato oggetto di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Neuropsychologia, e condotto dai ricercatori della Jinan University, in Cina.

Poco empatiche
Le donne oggetto dello studio appaiono ‘sottomesse’, ma quello che è emerso in modo significativo è che proprio queste donne sono poco o per nulla empatiche, o per meglio dire sono più o meno indifferenti nei confronti della sofferenza degli altri. In più, assistendo a scene di sofferenza da parte di altre persone, spesso la trovano addirittura eccitante. Secondo gli esperti, questa mancanza di empatia potrebbe spiegarsi nella loro insensibilità al dolore.

Le prove
Per questo studio, i ricercatori hanno reclutato un gruppo di 32 donne che praticavano il BDSM e altre 32 che invece avevano rapporti sessuali ‘normali’, e che non amavano questo genere di pratiche (gruppo di controllo). A tutte le partecipanti è stata registrata l’attività cerebrale, tramite elettrodi posizionati nel cuoio capelluto, mentre venivano loro mostrate le fotografie di 12 donne. Quattro delle donne ritratte in foro avevano espressioni addolorate in un contesto neutro; quattro avevano un’espressione neutra e altre quattro espressioni dolorose «in contesti BDSM». Le volontarie dovevano giudicare le fotografie in base a quanto le trovavano spiacevoli, divertenti o eccitanti.

Le differenze con gli altri
In base ai risultati dei test, i ricercatori hanno scoperto che le donne che amano le pratiche BDSM e la sottomissione sessuale trovavano le espressioni facciali dolorose meno sconvolgenti rispetto alle donne del gruppo di controllo – in diversi casi, poi, hanno trovato eccitanti le espressioni di dolore. Inoltre, gli autori dello studio hanno osservato che le donne ‘sottomesse’ hanno meno probabilità di provare empatia nei confronti degli altri rispetto alle donne dominanti o ai maschi che prendono parte a questo genere di pratiche sessuali. A livello fisiologico, l’attività cerebrale nelle donne BDSM registrava meno cambiamenti rispetto alle donne del gruppo di controllo – in particolare, c’era meno attività nel lobo frontale N1 che è associato alla registrazione di informazioni minacciose, per cui le donne BDSM possono vedere le espressioni addolorate non come una minaccia. Infine, le donne BDSM hanno anche una ridotta attività nei loro lobi frontali P2, che sono associati al dolore e alla gestione delle emozioni. Secondo i ricercatori, questo suggerisce che le donne sottomesse provano meno empatia. Quando è stato chiesto loro come si relazionano alle persone giorno per giorno, molte delle donne BDSM hanno risposto: «Trovo difficile vedere le cose dal punto di vista dell’altra persona».